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14 giugno 2021, Aggiornato alle 16,13
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Politiche marittime

Federagenti, Conftrasporto e Assarmatori contro il "diktat nordeuropeo" di Bruxelles

Duro commento del cluster alla decisione definitiva dell'Unione europea di invitare l'Italia a cambiare il suo regime fiscale portuale. "Rischio doppia contabilità"

Gian Enzo Duci, Stefano Messina e Luigi Merlo

Un «diktat» fatto con «gli occhiali nordeuropei» la decisione della Commissione europea di far applicare all'Italia un nuovo regime fiscale a partire dal 2022. Lo affermano le associazioni Federagenti, Federlogistica-Conftrasporto e Assarmatori in un comunicato.

La preoccupazione principale è che si crei una doppia contabilità per le Autorità di sistema portuale (Adsp) che ne aumenterà il carico di lavoro e, inevitabilmente, la burocrazia, già ad alti livelli.

«Si tratta – commenta Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti e neo vicepresidente di Conftrasporto – di un intervento che temevamo e su cui avevamo già espresso il timore che l'Unione potesse usare "occhiali   nordeuropei" per leggere il sistema portuale italiano. Ora è indispensabile che il governo chiarisca e perimetri in maniera accurata quali sono le attività gestite dalle AdSP che dovranno essere qualificate come imponibili indicando i ricavi ed i costi da prendere in considerazione».

Il presidente di Federlogistica Conftrasporto, Luigi Merlo, chiede una risposta del governo italiano «ferma e immediata. Imporre sulle autorità portuali forme di tassazione analoghe a quelli delle società private senza entrare nel dettaglio delle attività regolate significherebbe distruggere l'intero sistema sul quale si regge la portualità italiana. Il rischio è quello di imporre extracosti che si ripercuoterebbero sull'efficienza del sistema e anche sulle società concessionarie».

«Un conto è adempiere a un obbligo di armonizzazione europea, che non crediamo possa discutersi, un altro è creare un ostacolo alla già difficile attività delle nostre autorità di sistema portuale», secondo afferma Stefano Messina, presidente di Assarmatori-Conftrasporto. «Dobbiamo evitare – continua - che la cura uccida il paziente. Lo si potrà fare soltanto tenendo conto della natura di questi Enti e degli obiettivi che la legge affida loro definendo regole certe e univoche a partire dall'armonizzazione dei canoni concessori e delle condizioni per il rilascio di concessioni e autorizzazioni in ambito portuale». 

Nelle prossime ore, annunciano i tre presidenti, «faremo pervenire al governo un dossier dettagliato con il quale quantomeno tentare di contrastare il rischio che l'assurda imposizione europea che costringe uno Stato a pagare tasse a sé stesso possa incidere sui canoni pagati dai concessionari e quindi sui costi per gli utilizzatori dei porti italiani. Concessionari che anzi attendono ancora le riduzioni promesse dal Governo per fronteggiare l'emergenza Covid. Come dire: un altro favore fatto ai porti del Nord Europa».