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22 maggio 2020, Aggiornato alle 15,17
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Politiche marittime

Embargo Libia, al via operazione europea "Irini"

Dal primo aprile è iniziata una nuova missione Ue, Eunavfor Med Irini. Servirà a garantire l'embargo di armi imposto dalla Nato alla Libia, impedendo i rifornimenti militari via mare

(Patrick Hertzog/AFP)

di Andrea Grelloni

Dal primo aprile è operativa una nuova missione dell'Unione europea nelle acque del Mediterraneo centrale, denominata Eunavfor Med Irini, il cui obiettivo prioritario è garantire il rispetto dell'embargo di armi imposto alla Libia, sulla base della risoluzione 2292 delle Nazioni Unite, impendendo in questo modo che giungano via mare rifornimenti militari atti ad intensificare il conflitto in corso tra le due controparti governative libiche.

La grave crisi che sta attraversando la Libia, con i suoi inevitabili effetti di riflesso sugli stati europei, ha spinto Bruxelles ad intraprendere sforzi più incisivi per cercare di pacificare la situazione e non rimanere un attore marginale nello scenario mediterraneo, al di là del lavoro diplomatico che pure è necessario nell'ottica del raggiungimento di una soluzione. Ed è in questo contesto di criticità e insicurezza che si inserisce la missione Irini (dal nome della dea greca custode della pace, in italiano Eirene o Irene), la quale seppur inquadrata nell'ambito di un'iniziativa europea che ne sancisce obiettivi e strumenti di attuazione, sul piano giuridico deve attenersi ai parametri prescritti dalle norme internazionali.

Dal punto di vista operativo è previsto l'impiego di assetti aereo-navali, supportati a distanza da strumentazioni satellitari, con il compito di pattugliare l'ambiente marittimo antistante le coste libiche e all'evenienza intercettare le navi sospettate di imbarcare armi o materiale correlato ed effettuare ispezioni a bordo di esse e provvedere al relativo sequestro di quanto di illecito fosse riscontrato. Non soltanto in mare, il pattugliamento dovrà essere eseguito anche a terra, lungo le rotte desertiche che dal confine egiziano si immettono nel territorio libico, e in questo caso i droni, per la loro capacità di essere poco visibili e silenziosi, saranno i mezzi più congeniali.

Oltre al monitoraggio sull'embargo, altri compiti minori assegnati all'operazione riguardano la raccolta informazioni sul traffico illegale di petrolio e prodotti raffinati dalla Libia, l'attività di addestramento del personale della Marina libica e il sostegno nell'azione di smantellamento delle organizzazioni criminali che traggono profitto dall'immigrazione clandestina. 

In virtù dei molteplici interessi strategici che ha in particolare l'Italia nel mantenere una situazione di consolidata stabilità politica in Libia, il comando sulla conduzione dell'operazione è stato affidato alla Marina Militare Italiana che ha investito del ruolo di comandante in capo l'ammiraglio Agostini.

La durata della missione Irini è stata stabilita fino al 31 marzo 2021, salvo ulteriori proroghe nel caso in cui dimostri la sua efficacia operativa.

*esperto di relazioni internazionali. Ha studiato all'Università degli Studi Perugia. È analista di strategia militare ed esperto nelle tematiche attinenti la politica NATO

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