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11 aprile 2021, Aggiornato alle 16,33
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Politiche marittime

Economia marittima, Federagenti scrive a Giovannini: "Il governo ci ignora"

Lettera al ministro delle Infrastrutture, ricordandogli l'importanza di un settore da 8 mila addetti e 15 miliardi di gettito fiscale

Alessandro Santi, presidente di Federagenti

«Nel programma di questo governo vediamo solo deboli cenni all'importanza strategica dell'economia marittima». Lo scrive Alessandro Santi, presidente di Federagenti, in una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini.

Il settore del trasporto marittimo e della logistica, ricorda Santi, occupa direttamente 8 mila addetti diretti, escludendo l'indotto, contribuendo al PIL dell'Italia per quasi il 10 per cento. I gettito fiscale dei porti si aggira sui 15 miliardi di euro l'anno. «Lei – continua Santi riferendosi a Giovannini - è stato chiamato a ricoprire una posizione fondamentale anche in relazione al Piano nazionale ripresa e resilienza con lo scopo di risollevare il Paese da una crisi sanitaria ed economica senza precedenti». 

Il cluster del mare è ignorato, secondo Federagenti, ma «senza porti, trasporti marittimi e logistici efficienti, molti se non tutti gli investimenti che verranno fatti, compresi quelli diretti alla sostenibilità o alla digitalizzazione, si potrebbero dimostrare vani. Quella mancata conoscenza che ci porta oggi a regalare a porti e hub logistici stranieri miliardi di fatturato, a Dogane estere miliardi di gettito e a continuare a non decidere sulla realizzazione di infrastrutture logistiche, in grado di innescare una spirale virtuosa di occupazione, ricchezza e rilancio sostenibile di territori o intere regioni del nostro Paese».