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28 ottobre 2021, Aggiornato alle 14,00
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Economia del mare, tante donne a dirigere le aziende

Il tonfo del 2020 si sente, ma la vitalità è maggiore dell'economia generale. Un quinto delle imprese sono in "quota rosa". I dati Informare, Tagliacarne e Unioncamere

(WOCinTech Chat/Flickr)

Nel 2019 l'economia del mare ha messo in moto 47,5 miliardi di valore aggiunto, circa il 3 per cento dell'economia nazionale, con un ritmo di crescita del 12 per cento circa, superiore al tasso medio di crescita dell'economia in generale. Tante le imprese attive, di cui quasi un quinto gestite da donne. Sono i dati del IX rapporto sull'economia del mare promosso da Informare ed elaborato dal centro studi Tagliacarne e da Unioncamere, presentato nel corso del Salone Nautico di Frosinone e Latina.

Dati che, risalenti al 2019, devono fare i conti con la pandemia. Nel 2020 la perdita economica delle attività legate al mare è stata di oltre 10 miliardi, pari a un quarto del valore complessivo. Il grosso di questa quota persa è riconducibile al turismo, mentre la nautica ha tenuto meglio, seppur con una contrazione di oltre il dieci per cento.

Gli occupati nell'economia blu sono 893,553, pari al 3,5 per cento dell'occupazione generale. Le imprse sono 208,606, poco più del 3 per cento del totale delle imprese residenti in Italia. Sorprende la quota di aziende gestite da donne, che sono pari a 44,814, quasi un quinto del totale, una "quota rosa" cresciuta intorno al venti per cento negli ultimi sei anni circa.

La regione che basa maggiormente la sua produttività sul mare è la Liguria, con una quota pari al 12 per cento dell'economia regionale. Seguono la Sardegna (5,6%) e la Sicilia (5,4%).

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Tag: economia