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13 agosto 2020, Aggiornato alle 18,31
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Infrastrutture

Due nuove gru al Salerno Container Terminal

Il porto è pronto per le navi da 15 mila teu. Ma servono i dragaggi. Gallozzi: "È un paese a due velocità"

Le gru "pactronic"

Salerno Container Terminal (SCT) continua a potenziarsi con nuove gru, macchine semoventi e motrici. Le ultime arrivate al terminal, controllato dal Gruppo Gallozzi, sono due nuove gru per contenitori su gomma «della più avanzata tecnologia e dimensione operante in Europa», riferisce il terminalista. L'altezza della torre è di 57 metri e mezzo, con una lunghezza del braccio di 65, un'altezza della cabina di manovra di 41 e una capacità operativa su navi con 22 contenitori di larghezza, pari a una portata tra i 13 e i 15 mila teu. Le gru usufruiscono di un brevetto Liebherr, il sistema pactronic che accumulando l'energia sviluppata in fase di discesa del carico la rilascia in fase di sollevamento incrementandone di quasi un terzo la perfomance. Anche queste due nuove gru, come la Liebherr in funzione da qualche mese, hanno lo spreader che consente la movimentazione simultanea di due contenitori per volta del peso di 32 tonnellate e mezza ciascuna, per un totale di 65 tonnellate per alzata.

Anche quattro nuove macchine di piazzale 
Ad affiancare le due gru, sono state consegnate anche quattro nuove macchine semoventi da piazzale. Complessivamente diventano tre le gru di nuova generazione della Liebherr in funzione al terminal Sct, oltre alle tre gru Gottwald già pesenti nel parco mezzi. A metà gennaio, inoltre, saranno consegnati sei nuove motrici portuali - prodotte dalla svedese Kalmar - e dodici rimorchi portuali della olandese Houcon.      

«Il massiccio investimento in impianti terminalistici e in macchine da movimentazione su banchina è la nostra risposta concreta, come sempre, alla competizione derivante dal fenomeno sempre più diffuso del gigantismo navale», commenta il presidente del gruppo, Agostino Gallozzi. «Da oggi – continua - il porto di Salerno rafforza notevolmente la sua già importante capacità operativa ed è pienamente in grado di lavorare navi fino a 15 mila contenitori di portata. In questo modo sarà possibile far crescere ulteriormente i traffici rendendo Salerno il porto di riferimento del Sud Italia per le linee di navigazione che collegano i maggiori mercati del mondo». Gallozzi ha detto che l'investimento in corso è il più grande fatto da SCT e «quello di più ampie dimensioni per l'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale», che gestisce i porti di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno. Uno sforzo imprenditoriale, precisa Gallozzi, «strettamente legato all'avvio programmato nel 2019 dei lavori di riqualificazione portuale - dragaggi, allargamento dell'imboccatura, che ci porrà in primo piano rispetto al rafforzamento dei traffici marittimi internazionali ed intercontinentali». 

Pubblico e impresa: due velocità
Dragaggi che al porto di Salerno proseguono in ritardo, come in tutti i porti italiani. C'è un porto che va a due velocità, sottolinea criticamente Gallozzi: «I tempi velocissimi dell'iniziativa privata, con la conseguente propensione agli investimenti, e quelli cronicamente in ritardo della pubblica amministrazione in relazione alle opere infrastrutturali di sua competenza. È senza dubbio questo il più forte punto di criticità che condiziona negativamente lo sviluppo del nostro Paese, condannato a tassi di crescita da fanalino di coda dell'Europa. Inutile dire che senza spinta propulsiva coordinata tra pubblico e privato non c'è sviluppo economico ed  occupazionale. Ma noi restiamo sempre fiduciosi e continuiamo a fare la nostra parte, auspicando una forte accelerazione da parte di tutte le Istituzioni competenti per arrivare all'avvio ed alla realizzazione di tutte le opere infrastrutturali previste nel porto di Salerno nel più breve tempo possibile».