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22 settembre 2020, Aggiornato alle 09,50
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Politiche marittime

Dal 2020 gli armatori spenderanno 60 miliardi l'anno in più per l'ambiente

Per adeguare i motori e acquistare bunker con molto meno zolfo i costi saranno molto salati


Tra poco più di due anni e mezzo gli armatori incorreranno in costi molto salati per ridurre drasticamente la quantità di zolfo emessa dalle navi. Nel 2020 entreranno in vigore le nuove regole Marpol, la più importante Convenzione ambientale internazionale del settore, emendata dall'International Maritime Organization (Imo), a cui aderiscono 150 nazioni. Secondo il gruppo energetico inglese Wood Mackenzie, l'utilizzo di carburante della qualità richiesta, con un tenore di zolfo dello 0,5 per cento in m/m (500 milligrammi ogni 100 grammi di bunker, attualmente è 3,5 grammi, sette volte di più), costerà allo shipping fino a 60 miliardi di dollari l'anno, costi dovuti non solo al reperimento di bunker alternativo ma anche per adeguare i motori delle navi. L'ufficio marine standard di Maersk ha calcolato che il costo medio per convertire un singolo motore si aggira sui 4 milioni di dollari. 
 
Le raffinerie sono pronte?
Un costo notevole per lo shipping (composto da circa 90 mila navi che trasportano il 90 per cento del commercio mondiale) il quale, come riferisce Bloomberg Market, guadagna oggi in media meno della metà di quanto guadagnava prima della recessione del 2008/09, i cui effetti su questo mercato (come quello dei noli) si sono "spalmati" negli anni successivi. Bimco prevede che, almeno in un periodo iniziale, in alcuni casi si riscontreranno ritardi nella consegna delle spedizioni a causa di navi bloccate in porto o sotto sequestro per violazione delle regole Marpol, o più probabilmente a secco di carburante visto che le compagnie petrolifere attualmente non sono ancora pronte a produrre i volumi necessari per soddisfare la domanda di trasporto navale mondiale. «Ci sarà il caos», tuona apocalittico il deputy secretary general di Bimco Robert Pedersen, «stiamo parlando della conversione di un volume compreso tra i 2,5 e i 4 milioni di barili al giorno». La preoccupazione del segretario della più grande associazione internazionale degli armatori risiede nello stato della produzione mondiale di greggio. Attualmente, secondo gli analisti di Wood Mackenzie, le raffinerie dovranno spendere mediamente un miliardo di dollari ciascuna per convertire la loro produzione ma ci metteranno non meno di cinque anni per essere pronte. Gli armatori, invece, saranno quasi tutti pronti nel 2020 (al 70%), mentre le piccole compagnie aspettano le mosse dei grandi.
 
Meglio i motori degli scrubber
I modi con cui gli armatori si adegueranno alle nuove regole Marpol dell'Imo sono sostanzialmente due: acquistando bunker con un livello di zolfo nella norma o scrubber, filtri che si installano tra il motore e la fusoliera abbattendo le emissioni entro i limiti richiesti. Installare uno scrubber costa circa 4 milioni per motore, secondo i calcoli del fornitore Cr Ocean Engineering, più o meno la stessa cifra per convertire i motori a una nuova miscela. Conviene quindi, alla lunga, quest'ultima opzione. Secondo Iain Mowat, analista per Wood Mackenzie, «gli armatori sono riluttanti ad installare impianti di lavaggio a causa dell'incertezza nel reperire fondi». Al 2020, secondo l'energy Agency Paris, la quantità di navi che avranno scelto gli scrubber sarà pari al 2,2 per cento della flotta mondiale. La maggior parte, quindi, sceglierà di convertire i motori e utilizzare bunker con meno zolfo.
 
a cura di Paolo Bosso