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13 luglio 2020, Aggiornato alle 13,50
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Crociere di cabotaggio estive e ristori di fatturato, le proposte che dividono l'armamento italiano

Confitarma chiede al governo una normalità operativa. Secondo Assarmatori un indennizzo per Costa Crociere sarebbe un'ingiustizia per le altre compagnie


Crociere di cabotaggio tra i porti italiani per Costa Crociere, per un periodo di almeno tre mesi, e un indennizzo parziale per le perdite di fatturato di questi ultimi mesi, e di quelli a venire visto che non solo in Italia ma in tutto il mondo le vacanze in crociera sono praticamente ferme e riprenderanno con molta gradualità. Le due proposte che Confitarma ha fatto oggi al governo - due emendamenti al DL Rilancio -- sono in nome della continuità operativa, mentre per l'altra associazione armatoriale italiana, Assarmatori, aderente a Confcommercio e intervenuta anche lei all'audizione della VII Commissione Lavori pubblici del Senato, una cosa del genere sarebbe un'ingiustizia per le altre compagnie marittime.

Ben vengano le crociere di cabotaggio italiane da parte dell'unica compagnia di questo tipo battente bandiera italiana, ma i benefici fiscali (quelli derivanti dall'iscrizione al Registro internazionale) e le forme di ristoro di fatturato andrebbero a chi cabotaggio lo fa trasportando pendolari e merci. Perché le crociere, ha spiegato al Parlamento il presidente Stefano Messina, sono «ormai tutte in mano ad alcune multinazionali del settore: fra queste la più grande è Carnival che ha acquisito già da tanti anni anche Costa Crociere che utilizza la bandiera italiana, ed è importantissimo che lo faccia». Al contrario, l'altro cabotaggio, quello essenziale, il trasporto di merci e persone in continuità territoriale verso le isole italiane, soprattutto verso Sicilia e Sardegna, è un ecosistema diverso, «un'infrastruttura insostituibile, non sono presenti operatori esteri. Sono tutte aziende italiane, di bandiera italiana, con lavoratori italiani». E sono queste, secondo Assarmatori, ad aver bisogno di sostegno, prima di quelle da crociera.

Ma questi due emendamenti di Confitarma, ha spiegato al governo il direttore Luca Sisto, «sono completamente svincolati, chi pretende di fare mescolanze tra l'uno e l'altro si assume il rischio di non poter beneficiare del sostegno né dell'uno né dell'altro». Confitarma sottolinea che bisogna intervenire in ogni caso, perché «qualora non consentissimo alle navi di Costa Crociere di riprendere servizio dai porti nazionali, arriveremmo a creare un paradosso giuridico: una nave con bandiera maltese potrebbe fare crociere tra Civitavecchia, Cagliari, Savona e Palermo, e una nave con bandiera italiana no».

Messina – che è intervenuto in Aula prima di Sisto - ha sottolineato che «non esiste alcuna polemica rispetto ai colleghi di Confitarma. Senza aiuti, il lavoro di decine di migliaia di marittimi italiani è a rischio. Se Costa vuole gestire crociere sulle rotte nazionali, lo può̀ fare tranquillamente sulla base delle norme vigenti. Se ci sono aiuti, e il recupero di somme non erogate è un aiuto - conclude - vanno dati per equità e per giustizia a chi esercita cabotaggio come servizio pubblico essenziale, come collegamento tra le isole maggiori o come trasporto combinato passeggeri e merci con navi ro-ro».