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25 novembre 2020, Aggiornato alle 19,13
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Crociere di cabotaggio d'estate. La proposta di Costa

In vista di una ripartenza graduale, la compagnia italiana scrive al governo: crociere su porti italiani. Ma lo si potrà fare solo in deroga al Registro internazionale

Neil Palomba, direttore generale di Costa Crociere

Fare crociere di cabotaggio sbarcando nei porti italiani, senza andare incontro a particolari complicazioni. Lo propone al governo, in una lettera, l'unica compagnia crocieristica italiana battente bandiera italiana, Costa Crociere, attualmente in uno stato di crisi molto grave (come tutte le compagnie crocieristiche del mondo) in vista di un 2020 quasi completamente saltato, una beffa visto che - senza pandemia - questo sarebbe stato un altro anno da record di fatturato e passeggeri trasportati, per tutti, in tutto il mondo.

«Per poter riprendere le attività con il nuovo prodotto che abbiamo studiato, è indispensabile per noi poter avere la possibilità di effettuare, in via temporanea, la navigazione crocieristica tra soli porti italiani, il "cd cabotaggio", e su questo chiediamo un suo intervento affinché sia accolto l'emendamento predisposto da Confitarma a costo zero per lo Stato», scrive Neil Palomba, direttore generale di Costa Crociere.

Una crociera italiana di cabotaggio, però, è possibile solo in deroga al Registro internazionale italiano. Sì, quel Registro difeso da quasi tutti gli armatori italiani negli scorsi anni, fondamentale negli anni Novanta per averli incentivati, in cambio di sgravi fiscali, a rientrare in una flotta di bandiera. Perché per effettuare crociere di cabotaggio, qualsiasi compagnia di questo tipo battente bandiera italiana dovrebbe iscriversi a un altro registro, ma rinunciare al Registro internazionale italiano significherebbe rinunciare agli sgravi fiscali, impossibile in questo momento. Per questo Costa Crociere, insieme a Confitarma, che si è espressa in precedenza sull'argomento, chiedono quindi una deroga al Registro internazionale, «un sostegno istituzionale che ci aiuti a realizzare quanto prima la ripartenza delle crociere in sicurezza», afferma Palomba.

Il direttore generale di Costa Crociere prevede tre fasi per la ripartenza da qui al 2021. Una prima, che «auspichiamo possa cominciare con l'estate», prevede un «turismo di prossimità», in sostanza crociere per passeggeri italiani con sbarco in porti italiani. La fase successiva prevede l'approdo in porti stranieri ma sempre nel Mediterraneo, infine il ritorno a una relativa normalità.