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29 novembre 2022, Aggiornato alle 18,32
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Politiche marittime

Crociere a Venezia, nuovi approdi alternativi a Chioggia

L'ultimo decreto governativo aggiunge altri attracchi temporanei per l'ex secondo porto crocieristico d'Italia e rinforza alcune banchine di Monfalcone e Trieste

(Paul VanDerWerf/Flickr)

Il nuovo decreto legge sulle infrastrutture e la mobilità approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri (quello che tra le altre cose aggiorna le disposizioni sulle mascherine) prevede anche nuovi attracchi temporanei a Chioggia per le navi da crociera che giungono a Venezia. Inoltre, il decreto istituisce la nuova "Autorità per la Laguna di Venezia-Nuovo Magistrato delle Acque".

Infine, sempre per aumentare la ricettività delle navi da crociera in quello che fino al 2019 era il secondo porto crocieristico d'Italia, verranno adeguate alcune banchine dei porti di Monfalcone e Trieste per dare man forte al flusso diretto a Venezia.

A partire dal primo agosto del 2021 è vietato l'ingresso nel bacino di San Marco, nel canale della Giudecca, delle navi oltre le 25 mila tonnellate di stazza, così da preservare l'ambiente naturale di Venezia. Il divieto di transito delle grandi navi a Venezia parte da lontano, dal decreto "anti-inchini" di marzo 2012 del governo Monti, scritto un mese dopo l'incidente della Costa Concordia. Stabiliva limiti simili – un po' più larghi per la precisione, 40 mila tonnellate di stazza - ma non è mai stato applicato per la mancanza di approdi alternativi e per non mettere in seria difficoltà uno dei principali indotti economici dell'area. Per questo, il decreto approvato a luglio del 2021, quello che vieta il transito in centro città dal primo agosto 2021, stanzia 157 milioni di euro per realizzare strutture provvisorie di approdo e accoglienza nell'area di Marghera.

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