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24 settembre 2018, Aggiornato alle 17,23
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Crociere, 74 le navi in costruzione nel mondo

Quest'anno saranno 25 milioni i turisti che viaggeranno su una cruiser , appena il 4 per cento della popolazione turistica mondiale


74 navi in costruzione nel mondo, la maggior parte grandi e tecnologiche, alcune lussuose, per un valore complessivo di 50 miliardi di dollari (circa 46 miliardi di euro). Basta questa cifra a spiegare la vastità, nonché il tasso di crescita, dell'industria crocieristica che tra cantieristica, hotellerie e servizi a bordo e a terra non conosce crisi, fin dai primi anni del 2000. «Mai nella storia c'era stato un così massiccio ordine di costruzione di navi da parte dell'industria crocieristica. Questo è un impegno delle compagnie su investimenti a lungo termine che viene dal brillante futuro che abbiamo davanti», commentava qualche settimana fa alla stampa Usa, nel corso del Seatrade di Miami, il presidente esecutivo di Msc Crociere Pierfrancesco Vago.

Quest'anno, come riporta l'Associazione Internazionale delle Linee Crocieristiche (Ailc), nel mondo saranno 25,3 milioni le persone che faranno una crociera, 800 mila in più rispetto all'anno scorso. Secondo i calcoli i margini di crescita sono esponenziali visto che i grandi gruppi crocieristici hanno posizionato le loro navi in Cina solo da qualche anno, in uno dei mercati più grossi che ci siano. Secondo i dati Ailc, i crocieristi nel mondo rappresentano appena il 4 per cento del popolo turistico: non tutti i turisti farebbero una crociera ma è chiaro che una quota così è decisamente migliorabile. 

A frenare un settore così solido e florido sono solo fattori geopolitici come il terrorismo, le guerre e la chiusura delle frontiere, elementi che restringono i luoghi di approdo delle navi. Elementi presenti tutti nel Mediterraneo e che influiscono sulle toccate nel nordafrica e nel bacino orientale. Per quest'anno è atteso un calo generalizzato, anche in Italia, ma principalmente più che per le instabilità regionali per la riorganizzazione delle toccate dovute al potenziamento del mercato asiatico. 

Per quanto riguarda l'Europa, il mercato nel 2016 è cresciuto ad un tasso del 3,4 per cento. È un industria che occupa, tra diretti e indiretti, 360,571 persone, con un giro d'affati di 41 miliardi di euro. I paesi col maggior numero di sbarchi e imbarchi resta la Germania, seguita dalla Gran Bretagna, che insieme hanno sbarcato e imbarcato 6,7 milioni di persone. L'Italia ha visto passare sulle sue banchine 751 mila crocieristi, pari a poco più di un decimo del mercato, in flessione. «Questo leggero calo va comunque considerato nell'ambito di un trend positivo che dura dal 2013, nonostante i problemi connessi alla crisi economica e quelli derivanti dal passaggio delle grandi navi a Venezia», commenta il direttore di Clia Italia Francesco Galietti.