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30 settembre 2020, Aggiornato alle 20,26
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Crisi Hanjin, governo prepara norma anti-sequestro

Mentre si negozia con il governo di Seul per sbloccare la merce destinata all'Italia, Delrio vuole introdurre una "protezione legale" che eviti i sequestri in futuro


Un vertice con l'ambasciata della Corea del Sud per garantire i contratti di trasporto e un pacchetto di norme per non vedere più navi e merce sequestrati per insolvenza. Sono queste le azioni che il governo italiano ha avviato per cercare di far ripartire un pezzo di import/export italiano rimasto bloccato dopo il passaggio ad amministrazione controllata della compagnia armatoriale Hanjin.

Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, nel corso di un interrogazione parlamentare alla Camera, ha specificato il valore della merce di Hanjin che gli operatori italiani attendono. «Gli insoluti – spiega - che Hanjin lascia a operatori italiani, terminal rimorchiatori, spedizionieri, piloti, trasportatori, doganalisti ammontano ad almeno 10 milioni di euro, mentre il valore complessivo della merce destinata o in partenza dall'Italia attualmente bloccata a bordo delle navi della compagnia raggiunge il miliardo di euro».

Di fronte a questa situazione - con alcune società tra case di spedizione e agenzie marittime in difficoltà o fallite – e a uno scenario incerto - con la possibilità di altri fallimenti armatoriali - il governo corre ai ripari agendo su due fronti. Il primo è quello estero: una negoziazione con l'Ambasciata della Corea del Sud per «definire – spiega Delrio - come ritirare l'import e consegnare l'export ovunque siano le navi di proprietà o noleggiate da Hanjin. Solleciteremo il governo di Seul affinché rappresenti alla compagnia l'impellente necessità di chiarire come essa intende gestire i circa 20mila container che statisticamente sono l'in/out da ora a Natale da e verso l'Italia». La seconda azione sarà interna e preventiva: una serie di norme che obblighino la consegna della merce insoluta. «Di fronte a possibili nuovi default di altre grandi compagnie armatoriali – conclude Delrio – bisogna introdurre anche in Italia regole per garantire una "protezione legale" che, come negli Usa, eviti il sequestro delle navi almeno fino alla consegna a destino dei carichi in transito».