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13 settembre 2019, Aggiornato alle 12,39
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Cresce poco (o niente) il Pil nell'area Ocse

Nell'ultimo trimestre, i sette paesi più industrializzati tutti intorno allo zero virgola (Italia 0,0%)


Una crescita così lieve che quasi nessuno se ne accorge. Questa stagnazione, se prolungata nel tempo, si trasforma una decrescita che in economia assume l'inquietante nome di recessione. E sono già diversi i segnali di un (nuovo) indefinito periodo nero nel quale sono precipitate le nazioni dell'area Ocse, anche se uno studio di Clarksons sostiene che l'impatto, almeno sul settore dello shipping, sarebbe meno drammatico del 2008. L'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha comunque reso noto che, secondo le stime preliminari, la crescita del pil reale nell'area di riferimento è rallentata scendendo al +0,5% nel secondo trimestre del 2019 rispetto al +0,6% nel trimestre precedente e al +0,6% del secondo trimestre del 2018.

L'ocse ha analizzato in particolare i dati delle sette principali economie. La crescita del Pil ha subito un marcato rallentamento nel Regno Unito (a -0,2% dal +0,5% nel trimestre precedente) e in Germania (a -0,1% dal +0,4%). Rallentamento della crescita del Pil, anche se meno vistoso, negli Stati Uniti e in Giappone (rispettivamente al + 0,5% e al +0,4% rispetto a +0,8% e +0,7% nel trimestre precedente) e, più contenuta, in Francia e in Italia (rispettivamente al +0,2% e 0,0% da +0,3% e +0,1%). La crescita del Pil ha registrato un rallentamento anche nell'Unione Europea e nell'area dell'euro, essendo scesa rispettivamente al +0,2% dal +0,5% e al +0,2% dal +0,4% nel primo trimestre del 2019.
 

Tag: bilanci