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23 settembre 2020, Aggiornato alle 19,31
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Logistica

Coronavirus, 50 per cento di tir in meno nei porti cinesi

Secondo Trasportounito le navi provenienti dalla Cina dirette in Europa sono un terzo più leggere. Presto un piano d'emergenza al ministero dei Trasporti


Sono noti gli effetti del Coronavirus sui traffici container provenienti dalla Cina. Discorso analogo vale per il turismo crocieristico, che rischia di essere sospeso nel sud.-est asiatico. L'ultimo dato viene dall'autotrasporto che, secondo Trasportounito, vede fermi tra il 40 e il 50 per cento degli autisti dei mezzi pesanti in uscita dai porti cinesi. Non si dimentichi, però, che questo drastico calo è dovuto alla combinazione dell'epidemia con il prolungamento delle festività del Capodanno cinese, deciso dal governo per gestire meglio le quarantene e diminuire la diffusione dell'epidemia. Fatto sta che la catena logistica cinese si è drasticamente ridimensionata nella ultime settimane, soprattutto quella legata al trasporto terrestre come le merci in container.

«L'effetto domino del Coronavirus sta colpendo pesantemente anche le rotte marittime dei traffici container con diminuzioni di un terzo nel carico trasportato da ogni singola nave sulle rotte fra la Cina e l'Europa», si legge in una nota di Trasportounito. Inevitabilmente questa flessione si ripercuoterà anche sui volumi dei porti e dei terminal italiani, colpendo direttamente la catena del trasporto e «generando una crisi sull'autotrasporto italiano chiamato da un lato, ad affrontare un certo rincaro nei prezzi del carburante, dopo il temporaneo calo causato più da logiche geopolitiche che da un effettivo rapporto fra domanda e offerta, , e dall'altro le conseguenze destinate ad accentuarsi ogni giorno di più di una contrazione dei traffici e quindi della domanda di trasporto».

Nei prossimi giorni Trasportounito presenterà al ministero dei Trasporti un piano per fronteggiare l'emergenza con «misure straordinarie a salvaguardia dell'economia e del lavoro, prevedendo l'utilizzo di ammortizzatori sociali, di strumenti di flessibilità che consentano processi di riconversione aziendali, possibili misure di detassazione e defiscalizzazione nonché procedure di sospensione coordinate e pianificate dei finanziamenti in corso».