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04 dicembre 2022, Aggiornato alle 10,16
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Politiche marittime

Continua a calare la pirateria marittima nel mondo

Solo 90 episodi tra gennaio e settembre, il numero più basso da quando il fenomeno viene monitorato. Fa eccezione solo lo stretto di Singapore

(European Union Naval Force Somalia Operation Atalanta/Flickr)

L'ultimo rapporto dell'International Maritime Bureau (IMB) segnala che nei primi nove mesi di quest'anno gli episodi di pirateria marittima nel mondo sono stati in totale 90, il numero più basso degli ultimi trent'anni (l'istituto monitora la casistica dal 1991).

Il tasso di successo di questi 90 attacchi è stato del 95 per cento, per un totale di 85 navi abbordate, 4 tentativi di attacco e una nave dirottata. Nella maggior parte dei casi le navi si trovavano all'ancora e l'attacco è avvenuto durante la notte.

Se da un lato la frequenza degli attacchi di pirateria nel mondo cala costantemente, dall'altro lato la violenza con cui vengono compiuti non è cambiata. Sono stati in tutto 27 i marittimi presi in ostaggio tra gennaio e settembre di quest'anno, sei aggrediti e cinque minacciati.

Golfo di Guinea
Dei 90 episodi globali di pirateria e rapina a mano armata, 13 sono stati segnalati nella regione del Golfo di Guinea – 27 nei primi nove mesi del 2021 – segnalando un calo significativo in una regione, quella dell'Africa occidentale, in particolare al largo delle coste della Nigeria, considerata il più grande hotspot di pirateria al mondo degli ultimi anni. Il direttore dell'IMB, Michael Howlett, loda «gli sforzi delle autorità costiere del Golfo di Guinea. Sebbene il declino sia positivo, e la presenza delle marine internazionali rimane essenziale, non c'è spazio per l'autocompiacimento». Howlett si riferisce al fatto che il calo degli attacchi non indica un allentamento della presenza dei pirati, piuttosto i buoni risultati della militarizzazione di queste aree.

Stretto di Singapore
Qui gli incidenti sono in aumento: 31 segnalazioni nei primi nove mesi del 2022, rispetto alle 21 dello stesso periodo dell'anno scorso. In tutti questi casi le navi sono state abbordate con successo e nella maggior parte dei casi si sono risolti nel furto della merce. Almeno 16 di questi incidenti sono stati compiuti a mano armata, coinvolgendo per lo più portarinfuse e petroliere molto grandi. Howlett spiega che «sebbene questi siano finora considerati crimini opportunistici di basso livello, senza rapimenti di equipaggi o dirottamenti di navi, agli stati litorali è richiesto di aumentare i pattugliamenti in quella che è una via d'acqua strategicamente importante per l'industria marittima e per il commercio globale». Secondo l'IMB in questa zona c'è un certo grado di sottostima del pericolo e le segnalazioni giungono in ritardo.

Sud America
Il numero di segnalazioni di attacchi all'ancoraggio nella zona di Callao, in Perù, è sceso dai 15 dei primi nove mesi del 2021 a 8 dei primi nove mesi del 2022. Inoltre, sono stati segnalati cinque incidenti nella rada di Macapa, in Brasile. Anche in questo caso si tratta quasi sempre di portarinfuse o petroliere.

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Tag: pirati - Africa