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Porto di Napoli
24 settembre 2018, Aggiornato alle 17,23
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Container, Napoli e Salerno sempre pi๠vicini

Nei primi due mesi il porto salernitano cresce del 10 per cento, Napoli del 7. Spirito: "Chi legge i dati da separato in casa non ha capito il senso della riforma"


di Paolo Bosso (dal Corriere del Mezzogiorno del 10 marzo)

Sempre più vicini i porti di Napoli e Salerno nel traffico container. Lo scalo capoluogo cresce recuperando la flessione degli anni precedenti dopo l'abbandono di diversi armatori, Salerno quest'anno chiuderà sopra il mezzo milione di container-teu (twenty foot equivalent unit), il miglior risultato della sua storia. Difficile prevedere se ci sarà il sorpasso. «Quien sabe? Volendo scommettere, non credo, ma importa poco. Bisogna guardare i dati del sistema nel suo insieme. Chi li legge da separato in casa non ha capito il senso della riforma», commenta Pietro Spirito, presidente dell'Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno centrale, istituto che da dicembre 2016 mette insieme, in un unico sistema logistico, Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia e che, con altre 14 autorità di sistema portuale, forma il nuovo ecosistema logistico-marittimo nazionale.  

In questi primi due mesi, il Salerno Container Terminal - gestito dal gruppo Gallozzi e che movimenta la quasi totalità del traffico di questo tipo - ha registrato una crescita del 10 per cento, tasso che se dovesse mantenersi costante gli farà superare una soglia simbolicamente importante. Sempre guardando a gennaio-febbraio, il tasso di crescita di Napoli è invece del 7 per cento, pari a 80.983 teu, mentre per Salerno l'Adsp rende noti solo i dati di gennaio (34.548). L'anno scorso Napoli ha chiuso a quota 509.876 teu, Salerno a 454.686 teu. Un traffico molto simile. A Salerno, però, diversamente dallo scalo capoluogo, approdano una gran varietà di armatori container, tramite le alleanze sui servizi di linea, praticamente tutti quelli più importanti: Cosco, Hapag Lloyd, Msc, Maersk, Hamburg Sud, K Line, Mol, Nyk, Yang Ming, Zim e la genovese Ignazio Messina, tra gli altri. Mentre a Napoli, attualmente, figura solo l'alleanza 2M, Maersk+Msc

Gli impegni dei due porti per quest'anno sono diversi. Napoli, nel giro di qualche settimana, vedrà procedere a bando le diciassette manifestazioni d'interesse per la realizzazione di un deposito di gas costiero. Lo scalo è infatti uno degli otto porti dove verranno realizzate, entro i prossimi due, tre anni, queste tipo di infrastrutture (Ravenna sarà il primo), come indicato dal governo dopo l'arrivo della direttiva europea DAFI che regolamenta il mercato dell'LNG (Liquid Natural Gas). Poi c'è il dragaggio da completare, che verso la fine dell'anno entrerà nel vivo con le ultime e più profonde operazioni di escavo, il cui materiale di risulta andrà a tombarsi nella nuova Darsena di Levante, progetto decennale per un nuovo terminal container da circa 1 milione di teu di traffico annuale. È la sfida logistica del futuro, soprattutto sul fronte ferroviario, semmai verrà realizzata in tempi ragionevoli.
Per quanto riguarda Salerno, l'opera in corso più importante è Porta Ovest, l'accesso autostradale al porto tramite due gallerie, che ha ripreso il cantiere dopo l'affitto del ramo d'azienda di Tecnis a fine febbraio. Infine, tra qualche mese il Salerno Container Terminal accoglierà una nuova gru di banchina, la seconda, una Liebher LHM 600 High Rise con una torre alta più di 12 metri.