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24 settembre 2018, Aggiornato alle 17,23
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Consumiamo troppa sabbia

Ne estraiamo 40 miliardi di tonnellate l'anno, nove volte più del petrolio. Di questo passo le spiagge spariranno entro la fine del secolo 


Ogni anno nel mondo vengono utilizzate 40 miliardi di tonnellate di sabbia, nove volte più del petrolio. Sabbia utilizzata per lo più per costruire ma anche per realizzare dentifrici, chip per i processori, pannelli solari e bottiglie di vetro. Senza dimenticare il fracking, il metodo di estrazione del greggio. Sabbia marina, non quella del deserto, troppo tonda. Il ritmo di estrazione è impressionante e sta avendo un impatto devastante su parecchie zone costiere del mondo. Se continuasse così porterebbe alla sparizione delle spiagge entro la fine del secolo. I dati vengono da un'infografica, realizzata da Trade Machine, che ha aggregato fonti disparate tra blog, testate generaliste e giornali specializzati, tra cui Washington Post, Guardian, Wired. 

Sabbia che serve per realizzare il cemento per costruire le case. In 2 anni la Cina, che utilizza il 60 per cento della quota mondiale (seguita da India, Usa, Iran e Italia), impiega più cemento di quanto ne utilizzano gli Stati Uniti in un secolo. Sabbia con cui si sta letteralmente costruendo Singapore e Dubai: il primo dovrebbe espandersi di 100 chilometri quadrati entro il 2030. The World, il complesso di isole artificiali della Capitale degli Emirati, ha richiesto milioni di tonnellate di sabbia: sarebbero state mezzo miliardo se la costruzione non fosse stata interrotta dieci anni fa.

Un quarto della sabbia nel mondo è estratta dai fiumi. In mare dalle draghe, che possono estrarne fino a 612 mila tonnellate giornaliere. La più grossa miniera di sabbia si trova nel lago Poyang, in Cina, che ne produce 980 mila tonnellate al giorno, più grande delle tre maggiori cave americane messe insieme. Sono ritmi di estrazione devastanti, considerando che la sabbia impiega tra il secolo e il millennio per raggiungere gli oceani.