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06 aprile 2020, Aggiornato alle 12,32
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Logistica

Congestione autotrasporto, Confetra Liguria preoccupata

Tremila mezzi pesanti intorno a Genova, 1,500 intorno a La Spezia. Tutti i giorni. Laghezza: "Diamoci da fare. Spostare tutto su ferrovia è un'utopia"

L'installazione degli impalcati del nuovo viadotto del Polcevera, a Genova

Tremila mezzi che ogni giorno movimentano container attraverso il porto di Genova. Altri 1,500 attraverso La Spezia e in prospettiva più di un migliaio in uscita e ingresso dal nuovo terminal container di Savona Vado. «Piaccia o non piaccia è questa la realtà e pensare di poter dirottare in tempi brevi una parte significativa di questi numeri dalla strada alla rotaia significa cavalcare un'utopia. Il problema è un altro, come gestire questo flusso di mezzi nella maniera più efficiente possibile date le infrastrutture esistenti e come supportare l'autotrasporto in un momento particolarmente critico». Per il presidente di Confetra Liguria, Alessandro Laghezza, la sfida logistica dei prossimi mesi per l'area industriale del Nord Ovest Italia è questa. 

Laghezza interviene sulle difficoltà della circolazione dei mezzi pesanti soprattutto nel nodo logistico di Genova, con lunghi tempi di attesa per il ritiro dei container. Al di là della competizione tra rappresentanti della merce, spedizionieri e autotrasportatori, Laghezza ha denunciato i rischi che una sottovalutazione dei problemi di quest'ultimo metterebe in crisi il sistema logistico e in definitiva quello economico italiano. Secondo Laghezza, «con una rete infrastrutturale che denuncia invecchiamento, incuria e perdita di affidabilità e la contemporanea concentrazione dei traffici indotta dal gigantismo navale, l'intero sistema logistico e quindi tutte le componenti che ne fanno parte, dagli armatori ai terminal sino alle industrie e alle catene distributive della merce, sono chiamati oggi a un riflessione complessiva e a una presa di coscienza seria».

Con l'85 per cento dei container sbarcati e imbarcati nei porti italiani che viene trasportato su strada, la logica del lasciar fare potrebbe, secondo il presidente di Confetra Liguria, sortire conseguenze disastrose, quando invece è urgente che tutti si facciano carico di questi problemi. «Vale – spiega - per la congestione di Genova, per le autostrade del mare, per tutti i disservizi che colpiscono le imprese di autotrasporto, costringendole a pagare un conto danni derivanti dai tempi di attesa, dalla mancata effettuazione di più viaggi nella stessa giornata e dall'impossibilità di recuperare dal mercato i danni e i maggiori costi derivanti dalla crisi infrastrutturale e non solo da quella. È impensabile che i trasportatori possano farsi carico da soli di tutte le inefficienze del sistema; tutte le componenti pubbliche e private devono farsi parte attiva di un percorso che vada dalla gestione dell'attuale fase di emergenza sino alla condivisione di un percorso di crescita e valorizzazione dell'autotrasporto come componente fondamentale del sistema logistico italiano. Tutti – conclude Laghezza – scommettiamo per il futuro sulla ferrovia e su forme eco-compatibili di trasporto, ma nascondersi dietro a messaggi e proclami utopici non produrrà alcun spostamento di merci dalla strada ai binari, materializzando solo il fantasma di un'economia nazionale in black out a causa della crisi di quelle aziende di trasporto su strada che ne rappresentano il fondamentale apparato circolatorio».

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