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17 maggio 2022, Aggiornato alle 08,48
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Politiche marittime

Confitarma: "In Marsec 3 siamo discriminati"

Mentre le altre flotte europee sono al livello di sicurezza 2, quella italiana è maggiormente in allerta. Mattioli interviene all'Agorà del Partito democratico, parlando anche di governace, Registro internazionale e NASpl


L'8 marzo, Mario Mattioli, presidente Confitarma, è intervenuto all'incontro di Agorà online del Partito democratico dal titolo "Porti aperti, competitivi e regolati: un asset strategico per la ripresa economica italiana". Dopo aver ringraziato il segretario Enrico Letta e i parlamentari del PD «per la vicinanza da sempre dimostrata all'industria della navigazione e del cluster marittimo nazionale», ha evidenziato la grave crisi in atto per il conflitto in Ucraina, «che ci vede tutti preoccupati, in primis per la sorte delle popolazioni civili a cui va il nostro pensiero e l'auspicio di un rapido cessate il fuoco. Tale situazione influisce, ovviamente, anche sulla nostra economia che viene dal mare, in particolare, si sta manifestando una discriminazione commerciale della flotta italiana rispetto ad altre flotte europee in quanto l'Italia ha innalzato il livello di sicurezza delle navi al massimo previsto, MARSEC 3, mentre altre navi hanno mantenuto un livello di sicurezza MARSEC 2».

Per quanto riguarda il PNRR e il Fondo Complementare, l'auspicio di Mattioli è che «non rimanga un sogno». Infatti per il presidente di Confitarma è molto importante il coinvolgimento di tutti gli operatori, a cominciare proprio dai processi di individuazione delle opere infrastrutturali portuali. Emblematico l'esempio dell'elettrificazione delle banchine per le quali il Fondo Complementare ha stanziato 700 milioni ripartiti su circa 35 interventi in altrettanti porti. «Se si vuole rendere veramente utilizzabile questa soluzione non basta disporre dei fondi per realizzare le infrastrutture, ma occorre individuare quali banchine, per quali tipologie di nave e in quali porti intervenire prioritariamente; agire sul costo dell'energia elettrica ancora troppo elevato rispetto a quella prodotta con i combustibili tradizionali e incentivare il refitting delle navi esistenti affinché possano allacciarsi alla rete di terra. Tutto questo non può avvenire senza una visione di sistema e senza un confronto con le associazioni di categoria e con le imprese di navigazione».

Altro fatto fondamentale, secondo Mattioli, è una governance portuale e marittima efficiente: «da tempo chiediamo un interlocutore unico per tutte le problematiche politiche e tecniche relative al trasporto marittimo di bandiera nazionale. L'Italia dovrebbe rifarsi al modello francese, che ha istituito prima un Segretariato e poi un Ministero per il mare con una visione sistemica per la pianificazione di un'economia blu sostenibile. Da tempo assistiamo ad una riduzione dell'organico di figure legate al mare ma, al contempo, possiamo contare su professionalità fondamentali all'interno del nostro Ministero di riferimento. Tenendo conto delle difficili situazioni che abbiamo affrontato in questi anni di pandemia, dovremmo ora impostare una buona pianificazione che, guidata da una governance consapevole, consentirà di affrontare le nuove crisi che già sono alle porte, a cominciare da quella energetica».

In quest'ottica, Confitarma auspica una rapida attuazione, all'interno del quadro giuridico nazionale, degli impegni assunti dalle autorità italiane in linea con la Decisione della Commissione UE del giugno 2020 per l'estensione dei benefici del Registro Internazionale alle bandiere UE e SEE, «tutelando il genuino interesse nazionale», afferma Mattioli. Inoltre, le imprese di trasporto marittimo (definiti servizi essenziali) hanno assicurato la continuità territoriale e l'approvvigionamento delle merci anche nei periodi più bui della pandemia, senza mai fermarsi. Da quasi due anni tali imprese attendono i ristori previsti dagli artt. 88 e 89 del DL 104/2020. Entrambi i decreti attuativi sono in attesa dell'autorizzazione comunitaria. Occorre quanto prima sbloccare i relativi iter. D'altro canto, il DL 59/2021 ha stanziato 500 milioni per la transizione green della flotta mercantile italiana e il decreto di attuazione ha previsto di suddividere le risorse in "nuove navi green" e "refitting". Purtroppo, il provvedimento riguarda solo una parte della flotta. «Confitarma – continua Mattioli - ritiene necessario, al fine di assicurare i migliori risultati all'impegno del Paese nella transizione green, definire nuove risorse per l'intera flotta operata dalle imprese italiane. La sfida del FIT for 55 Climate Package è molto importante e per questo "chiediamo l'apertura di un tavolo interministeriale sui vari provvedimenti comunitari relativi alle misure per la riduzione delle emissioni e l'adozione di combustibili alternativi, come richiede l'Emission Trading Scheme, lo scambio di quote di anidride carbonica, e il FUEL EU».

Infine, il presidente Mattioli ha rilevato l'inapplicabilità dell'incremento del contributo addizionale NASpI dello 0,5 per cento ai contratti di arruolamento del personale marittimo che, oltre a presentare notevoli difficoltà applicative data la specificità del lavoro marittimo, determina effetti fortemente distorsivi sull'organizzazione del lavoro a bordo e sull'occupazione in quanto costringe le aziende ad aumentare la durata dei periodi di imbarco. Parimenti, la proposta di direttiva del Parlamento e del Consiglio europeo relativa ai salari minimi, se non terrà conto delle peculiarità del lavoro marittimo, valorizzando adeguatamente la contrattazione collettiva, determinerà notevoli criticità per il settore che è regolato da norme specifiche, a livello sia internazionale che nazionale.

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