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06 dicembre 2019, Aggiornato alle 17,29
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Infrastrutture - Logistica

Confetra, "Più che infrastrutture, ci serve lo sportello unico"

Al tavolo delle imprese voluto da Salvini, Nicolini torna a chiedere al governo la semplificazione amministrativa e il ridimensionamento dell'ART

Un momento del tavolo inaugurato a dicembre

Non c'è infrastruttura che tenga se non è coadiuvata da procedure amministrative snelle. A ribadirlo il presidente di Confetra, Guido Nicolini, al Tavolo per le imprese voluto dal vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, inaugurato a dicembre dell'anno scorso.

Confetra, che rappresenta le associazioni imprenditoriali della logistica e dei trasporti, insiste sui due dossier, «sempre più legati l'un l'altro perché infrastrutture materiali e immateriali rappresentano due volti della stessa medaglia» per Nicolini, secondo il quale «il Terzo Valico, la Gronda, la Torino-Lione e il completamento della Napoli-Bari potranno agevolare i flussi multimodali di transito merce, solo se essi potranno svolgersi dentro un regime regolatorio più snello, moderno ed efficace».

Confetra è chiara. Le imprese non chiedono più risorse rispetto a quanto già programmato, «chiediamo uno Stato che rispetti gli impegni e punti sulla competitività logistica del Paese. La realizzazione vera e piena dello sportello unico doganale e dei controlli, così come un ridimensionamento delle funzioni improprie oggi in capo all'Autorità di regolazione dei trasporti (ART), produrrebbe addirittura risparmi di spesa pubblica. Investire in efficienza del nostro sistema, significa guadagnare due volte: dal disboscamento di norme e apparati pubblici inutili, dal maggior gettito IVA e dalla maggiore ricchezza che sarebbero prodotti grazie a un Paese capace di attrarre più merci».

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Tag: Confetra - dogane