|
napoli 2
25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
intersped 2

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

unitraco2
Politiche marittime

Concessioni spiagge, per la Corte Ue vanno messe all'asta

Con una sentanza pubblicata oggi, l'organismo comunitario bacchetta l'Italia perché "impedisce di effettuare una selezione imparziale e trasparente dei candidati"


"Le concessioni sulle spiagge italiane vanno messe a gara". Lo dice (e lo scrive) la Corte europea di giustizia nella sentenza pubblicata oggi con la quale spiega come la proroga automatica e generalizzata fino al 31 dicembre 2020 per lo sfruttamento turistico di beni demaniali marittimi prevista dalla legge italiana "impedisce di effettuare una selezione imparziale e trasparente dei candidati". Una dichiarazione, dicono gli operatori del settore, che potrebbe avere delle amare conseguenze: circa 30mila imprese attive sul territorio nazionale, infatti, rischiano di essere considerate "abusive".

La nostra normativa nazionale prevede una proroga automatica e generalizzata della data di scadenza delle concessioni rilasciate, anche senza previa procedura di selezione, per lo sfruttamento turistico di beni demaniali marittimi e lacustri (spiagge in particolare). Nonostante tale legge, tuttavia, ad alcuni operatori privati del settore turistico è stata negata la proroga delle concessioni. Di qui il ricorso contro tali provvedimenti di diniego. Per risolvere la questione i giudici italiani si sono rivolti alla Corte di Giustizia che oggi ha sottolineato come spetti al giudice nazionale verificare se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali.