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09 luglio 2020, Aggiornato alle 13,43
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Infrastrutture

Codice doganale, Ucina analizza le principali novità

L'associazione ha emanato una circolare per evidenziare i cambiamenti normativi più importanti a partire dal primo maggio

Ucina Confindustria Nautica ha emanato una circolare che esamina nel dettaglio le principali novità introdotte dal nuovo Codice doganale. "Il Regolamento (Ue) n. 952/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 ottobre 2013 – si legge nella nota dell'associazione - ha istituito il nuovo Codice Doganale dell'Unione (Cdu), in vigore dal 30 ottobre 2013, con decorrenza ultima per la completa applicazione dal 1° maggio 2016. Con la Circolare 8/2016, le Dogane forniscono una prima disamina delle principali novità introdotte dalla nuova normativa dell'Unione e si impartiscono direttive procedurali e operative relative a taluni profili di immediato impatto per gli Uffici delle dogane e per gli operatori".

"Per quanto riguarda la nautica – prosegue il comunicato Ucina - una delle novità più rilevanti è l'introduzione della garanzia per i regimi sospensivi, precedentemente considerata facoltativa dall'abrogato Reg. (Ce) 2913/1992, e resa obbligatoria in Italia dalla legge nazionale (TULD). In questo modo gli operatori dei Paesi concorrenti, quali ad es. la Francia, non erano chiamati a fornire la garanzia fideiussoria per i lavori eseguiti sulle unità da diporto battenti bandiera extracomunitaria".

"Con la nuova norma europea – spiega Ucina – la costituzione della garanzia è richiesta obbligatoriamente per tutti i Paesi per l'accesso ai regimi speciali soggetti ad autorizzazione, ferme restando alcune ipotesi in cui è possibile concedere una riduzione o l'esonero, alle condizioni fissate, anch'esse, dalla norma sovranazionale (art. 95, par. 2, e art. 95, par. 3 del CDU)".

"L'art. 95 (punti 1 e 2) Cdu – conclude la circolare Ucina – stabilisce che un operatore economico può beneficiare di una riduzione e/o esonero ove dimostri un adeguato livello di affidabilità. Sebbene sia evidente la coincidenza dei requisiti e delle condizioni richieste con quelli al cui soddisfacimento è subordinato il riconoscimento dello status di Aeo (Authorized Economic Operator), è anche chiaro che non è obbligatorio essere un Aeo per accedere a tali benefici".