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05 agosto 2020, Aggiornato alle 18,46
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Cambio equipaggi, per gli armatori è un problema umanitario

Confitarma e Assarmatori, insieme a Federagenti, tornano a denunciare una situazione insostenibile, con migliaia di marittimi italiani che attendono da mesi il rientro in Italia

(Stanislaw)

«In Italia, sul problema degli equipaggi ancora bloccati sulle navi a causa dell'emergenza COVID-19, l'industria armatoriale insieme alle organizzazioni sindacali ha più volte richiamato l'attenzione, chiedendo al governo e ai ministeri competenti di convocare con la massima urgenza un tavolo di confronto per condividere le problematiche e individuare le soluzioni ma, fino ad oggi, non si è registrato nessun segnale positivo in tal senso». Così Confitarma e Assarmatori, in un comunicato congiunto, commentano la situazione in corso per i marittimi di tutto il mondo all'indomani della storica dichiarazione d'intenti tra 13 Stati membri per facilitare i cambi di equipaggi sulle navi mercantili.

Confitarma e Assarmatori parlano di una situazione insostenibile, perché ormai da molti mesi migliaia di marittimi italiani sono in attesa di poter rientrare in Italia e sono allo stremo delle forze psicofisiche, mentre coloro che dovrebbero sostituirli a bordo non possono imbarcarsi e quindi lavorare. «Da mesi – afferma Mario Mattioli, presidente di Confitarma – stiamo chiedendo un'azione umanitaria rapida e decisa da parte del governo per garantire ai nostri marittimi corridoi di transito sicuro, per farli arrivare a bordo per lavorare e per farli tornare a casa una volta terminato il normale periodo di imbarco».

«È urgente e prioritario – afferma Stefano Messina, presidente di Assarmatori - intervenire per la salvaguardia della vita umana in mare e per la sicurezza della navigazione e delle nostre navi. Non fare niente sarebbe un'ulteriore sottovalutazione dell'importanza strategica del trasporto marittimo e del lavoro di chi lo garantisce».

«Armatori e marittimi hanno fatto e stanno facendo il loro dovere – afferma Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti – attendiamo ora un segnale concreto».

Se non si riuscirà al più presto ad avvicendare i marittimi attualmente a bordo delle navi, molti di loro potrebbero nel futuro non essere più in grado di navigare, conclude la nota.

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