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20 maggio 2022, Aggiornato alle 15,45
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Politiche marittime

Cagliari, un test SAR simula collisione tra rimorchiatore e peschereccio

Organizzato da Adsp, Università e Capitanerie, rientra nel progetto europeo ISIDE per facilitare le comunicazioni con i natanti in difficoltà. Seconda prova in Italia dopo Genova, a cui seguiranno Livorno, Bastia e Tolone

(Radek Kucharski/Flickr)

Stamattina al molo Ichnusa del porto di Cagliari, nell'ambito di un'esercitazione SAR - acronimo che sta ad indicare le attività di ricerca e soccorso (search and rescue) in mare - organizzata dalla direzione marittima della Capitaneria di porto, sono stati sperimentati nuovi sistemi informatici, provenienti da smartphone, tablet e smartwatch, per consentire anche all'utenza non professionale di dialogare con le autorità di terra in caso di difficoltà in mare. Il test rientra nel progetto interregionale ISIDE (Innovazione per la SIcurezza DEl mare), organizzato a Cagliari dall'Autorità di sistema portuale della Sardegna e dall'Università degli studi di Cagliari UNICA – CIREM, capofila del progetto.

La simulazione, coordinata dalla sala operativa della Guardia costiera, ha visto una collisione nella rada di Cagliari tra il rimorchiatore Andrea Onorato della Moby e il peschereccio Gisella, con successiva ricerca di un disperso in mare ed evacuazione medica di un passeggero ferito. Nel terminal del molo Ichnusa l'autorità portuale ha allestito una centrale operativa per lo scambio di informazioni col natante in difficoltà.  A tenere il contatto col mare, attraverso un'infrastruttura di comunicazione, gli uomini della Capitaneria di porto, insieme ai tecnici del SIIT, società consortile specializzata in sistemi intelligenti integrati e tecnologie. Il test è servito a valutare l'effetto sul flusso comunicativo dei software, capaci di ridurre l'incidenza dell'errore umano nella comprensione e nell'interpretazione dei messaggi, aspetti fondamentali in situazioni critiche come il soccorso in mare.

L'esercitazione odierna - che segue un lungo periodo di studi avviato il primo luglio 2019, finanziato con quasi 2 milioni di euro di fondi FESR - è la seconda in Italia, dopo quella di Genova tenutasi ad aprile, e vedrà coinvolti nelle prossime settimane anche gli scali di Livorno, Bastia e Tolone, per concludersi il 30 giugno prossimo.

«Attraverso questa esercitazione – spiega Gianfranco Fancello, professore all'Università di Cagliari – abbiamo testato un nuovo sistema di comunicazione fra natante e Capitaneria, riuscendo a garantire, nonostante condizioni critiche di operatività, un flusso di informazioni chiaro, con errori umani di comprensione e di interpretazione limitati. È stata un'occasione importante per mettere alla prova le nuove tecnologie accessibili, anche per i meno esperti, attraverso l'ausilio di smartphone, tablet o smartwatch in grado di dialogare con la terraferma anche in condizione di limitatezza di segnale. Risultati che approfondiremo dopo le sperimentazioni negli altri scali e che diffonderemo nel mese di settembre durante l'evento finale di chiusura progetto».

«Siamo fermamente convinti della necessità di mettere in campo anche il nostro supporto per la prevenzione degli incidenti in mare, in particolare per il naviglio commerciale che scala quotidianamente i nostri porti», afferma Massimo Deiana, presidente dell'autorità portuale della Sardegna. «Il nostro ente è impegnato da anni in un'attività di totale informatizzazione delle procedure, di utilizzo delle più moderne tecnologie in materia di security e prevenzione da attacchi cibernetici, pertanto accogliamo con favore l'obiettivo del progetto Interreg ISIDE, certi di un positivo riscontro nella complessa attività volta alla sicurezza della navigazione in mare o in ambito portuale».

«Le esercitazioni periodiche – conclude il direttore marittimo della Sardegna Meridionale, Mario Valente - costituiscono la base di una necessaria e costante attività formativa per i nostri equipaggi, soprattutto per quanto attiene agli aspetti connessi alla sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare. L'opportunità di testare nuovi sistemi e tecnologie nel campo marittimo, soprattutto in sinergia con altri soggetti, rappresenta da sempre un'importante opportunità di crescita a beneficio non solo degli operatori del settore, ma dell'intera collettività».

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Tag: cagliari