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Bulk carriers, sinistri ieri e oggi

La conclusione delle indagini sul disastro della Stellar Daisy, avvenuto nel 2017, nell'analisi di Decio Lucano


di Decio LucanoDL News

L'indagine del sinistro della very large ore carrier (VLOC) Stellar Daisy del marzo 2017, 22 morti tra l'equipaggio, si è recentemente conclusa come riporta The Telegraph di giugno. La nave di 266.141 dwt era naufragata al largo delle coste dell'Uruguay partita dal Brasile con carico iron ore per la Cina. Le cause sono dovute a diversi fattori secondo il report tra cui principale il cedimento strutturale, e poi corrosione, difetti spuntati dai viaggi pesanti e tanti porti di caricazione. La nave,1998, era stata convertita in VLOC nel 2008 in Cina. 

La analisi dimostra che le navi devono essere costruite e trasformate con criteri di sicurezza , in teoria sono tutte carrette, ma le le cause degli incidenti totali sono dovute a diversi fattori. Eccone alcuni, losses by cause: 9 per cargo failure; 4 per collisione e guasti alle macchine, componente elemento umano; 4 per incendio/esplosione; 6 per flooding; 19 per incaglio; 7 strutturali e non rilevati per un totale di 48 unità dal 2009 che comprendono tutte le tipologie di bulk carrier, dagli handysize ai capsize. 

Questi dati statistici mi ricordano nel settore delle navi alla rinfusa degli anni ‘70 quando queste unità si spezzavano letteralmente come giocattoli perché mal progettate, peggio costruite e mal condotte nelle operazioni commerciali. Una svolta riparatrice quasi epocale fu allora promossa dal Lloyds Register che per primo intervenne con studi dedicati al gravissimo fenomeno per cui l'Imo dovette cambiare normative. E solo dopo alcuni anni la situazione normativa e costruttiva divenne materia di ingegneri e progettisti. 
 

Tag: sinistri