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22 febbraio 2019, Aggiornato alle 16,38
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Bisarche, quarta settimana di fermo

Secondo l'associazione di settore sono a rischio 1.200 posti di lavoro. Sollecitato l'Osservatorio della Consulta sui costi minimi di sicurezza


Mentre prosegue ormai da quattro settimane il fermo di Bisarche italiane, nella totale assenza di risposte da parte del governo e della committenza, si profila un vero e proprio tracollo del settore: entro aprile tutte le aziende potrebbero assumere decisioni ultimative, sospendendo o trasferendo l'attività con conseguente perdita di 1200 posti di lavoro. Bisarche Italiane ha anche inviato una diffida ai componenti dell'Osservatorio della Consulta invitandoli a elaborare i costi minimi di sicurezza anche per questo settore, sottolineando l'incongruenza di costi minimi definiti per alcuni settori e negati ad altri.  L'azione legale intrapresa da Bisarche Italiane invoca la responsabilità oggettiva dei componenti dell'osservatorio, attraverso una valutazione del danno economico che, secondo le prime stime, non sarebbe inferiore  ai 3 milioni di euro.
Secondo una nota della associazione, alla recente assemblea di categoria svoltasi a Cassino sono emerse con tutta evidenza le distorsioni di mercato attuate dalla committenza (operatori logistici e primi vettori). A titolo di esempio -si cita- a chi acquista  un'auto ad Avellino (es. Fiat 500)  viene applicato un costo di trasporto per euro 530,00, mentre l'impresa di autotrasporto che effettivamente trasporta l'auto da Fiumicino ad Avellino riceve per quella vettura non più di 17,00 euro. Di qui la pratica impossibilità di far fronte ai costi di gestione delle imprese.

Foto Len Rogers Collection