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29 maggio 2020, Aggiornato alle 16,16
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Biglietti contingentati, igiene e sanificazione. Cosa cambia per lo shipping

In vista dell'avvio della "fase 2", il dpcm del 26 aprile razionalizza tutte le disposizioni accumulate nelle ultime settimane. Il distanziamento sociale renderà la ripresa dell'economia del mare lenta e incerta

Una conferenza stampa del premier, Giuseppe Conte

a cura di Paolo Bosso

Con l'ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, quello del 26 aprile, l'Italia si avvicina alla non meglio battezzata "fase 2". In altre parole, stiamo per lasciarci alle spalle il picco dell'epidemia da Coronavirus. Pian piano, nel corso dei prossimi due, tre mesi, e scongiurando sorprese, verrano riavviate tutte le attività industriali, commerciali e turistiche. A parte il ritorno delle consegne a domicilio e dell'attività sportiva vicino casa, cosa cambia da questa settimana per il trasporto marittimo, sia merci che passeggeri? Sostanzialmente poco rispetto ai precedenti decreti, se non che ora tutte le prassi accumulate, a bordo e a terra, sono state razionalizzate. Vediamole.

Il dpcm del 26 aprile

In generale, le disposizioni per i trasporti e la logistica seguono un protocollo firmato il 20 marzo tra governo, imprenditori e parti sociali, il "Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid–19 nel settore del trasporto e della logistica". 

I contatti tra equipaggio a bordo e personale a terra, così come tra gli operatori dei terminal e gli autisti dei mezzi pesanti, vanno ridotti al minimo indispensabile, e sempre con guanti e mascherina quando si è fuori da un veicolo commerciale.

Cabotaggio
I biglietti venduti vanno contingentati tenendo presente che a bordo i passeggeri devono poter restare a una distanza reciproca non inferiore al metro. Questa è una delle misure più determinanti per la ripresa economica del trasporto passeggeri: finché rimarrà la necessità di mantenere una tale distanza, non sarà mai possibile riempire completamente una nave, con tutte le conseguenze sulla convenienza economica.

Quando utilizzare le mascherine e i guanti
Il punto essenziale rimane la "responsabilità individuale" di ciascuno, che si concretizza nel distanziamento sociale, nelle misure igieniche e nel «prevenire comportamenti che possono aumentare il rischio di contagio». Questo è il principio da seguire, in qualsiasi situazione, in qualsiasi ambito. L'uso delle mascherine e dei guanti, quindi, è obbligatorio, o perlomeno raccomandato, soprattutto in tutte quelle situazioni in cui non è possibile rispettare la distanza di un metro. È obbligatorio utilizzare questi "dispositivi individuali" all'interno di locali aperti al pubblico, quindi negli uffici che svolgono servizi alla clientela e in tutti gli esercizi commerciali. A bordo di una nave, per esempio, bisognerà indossare le mascherine quasi sempre, a meno che esigenze di equipaggio (alcuni lavori in sala macchine, alcune manovre di ormeggio, per esempio) o personali (trovarsi in cabina) non permettano più libertà. 

Alla guida dell'automobile o di un camion che trasporta merce, e con un solo autista a bordo, non è obbligatorio indossare guanti e mascherine. Ma se l'autista dovrà scendere e salire dal mezzo a quel punto guanti e mascherina sono obbligatori, perché in questo caso proteggono le persone nelle delicate fasi di carico e scarico della merce. Se l'autista non ha con se guanti e mascherina, semplicemente non potrà uscire dal veicolo.

Demanio pubblico e interporti
I punti di ristoro in aree demaniali e negli interporti vanno considerati come aree di sosta.

Profilassi a bordo
La pulizia disinfettante è rafforzata a tutti i livelli, in modo «appropriato e frequente» soprattutto per le navi che fanno servizi di linea regolari. Il disinfettante per le mani dovrebbe essere sempre disponibile ad uso e consumo dei passeggeri. I locali vanno periodicamente sanificati, anche durante i lunghi viaggi dei mercantili. 

Crociere
Le crociere restano sospese, fino a nuove indicazioni, e in linea con gli stessi armatori che le hanno sospese (la principale compagnia è Costa Crociere) per tutto maggio. Per i crocieristi che stanno rientrando in queste settimane, partiti prima dello scoppio della pandemia, c'è l'obbligo di segnalazione di rientro all'ASL locale per avviare l'isolamento fiduciario.