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17 maggio 2022, Aggiornato alle 08,51
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Infrastrutture

Bandi portuali meno costosi, governo al lavoro

Con l'inflazione e il caro-bolletta, i cantieri potrebbero diventare più cari, in particolare quelli per nuove infrastrutture. Il ministro Giovannini fa il punto sulle opere strategiche per la logistica italiana

Enrico Giovannini, ministero delle Infrastrutture

Elettrificazione delle banchine, penisola italiana come snodo logistico tra Africa, Stati Uniti e subcontinente indiano; retroporti, ferrovie collegate ai porti e opere da ultimare velocemente. Sono i temi affrontati dal ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, in un'intervista a Il Messaggero pubblicata oggi.

Tutte queste aree di intevento hanno dei costi, che non potranno che essere maggiori del passato, anche soltanto di un anno fa, dopo la ripresa dei consumi post-pandemia, o anche solo di poche settimane fa, dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. A proposito del rischio di aumento dei costi dei bandi pubblici per gli affidamenti dei cantieri nei porti - in conseguenza dell'inflazione e dell'impennata dei prezzi dell'energia - Giovannini ha detto che il governo sta lavorando a un decreto specifico che vorrebbe approvare entro aprile.

Il punto principale sollevato da Giovannini sono la concretizzazione degli investimenti portuali finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che per i porti dispone di diversi miliardi, decine di miliardi se si allarga al trasporto in generale. Risorse però che vanno non semplicemente spese ma anche trasformate in infrastrutture. «Il Pnrr significa riforme e investimenti. E non c'è nessuna ragione per rallentare le une e le altre», ha detto Giovannini.

L'intervento più immediato da fare è il cold ironing, l'elettrificazione delle banchine, «una misura anticipata rispetto alle scadenze del Piano», «importante per migliorare la competitività del nostro Paese, in un'ottica di sviluppo sostenibile».

«Possiamo essere uno snodo cruciale verso l'Africa, gli Stati Uniti e il Sub-continente Indiano», ha continuato il ministro, citando fra gli altri il porto di Civitavecchia in un «ruolo chiave» al di là dei mercati suddetti, e le «direttrici trasversali» di Napoli-Bari, Roma-Pescara e Orte-Falconara come assi di collegamento strategici per le periferie.

Tag: porti - economia