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23 settembre 2020, Aggiornato alle 08,09
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Autotrasporto, Cna Fita: "Il caro-traghetti colpisce i padroncini"

All'assemblea sarda di categoria si è discusso del rincaro del bunker che si ripercuote sulle tariffe


Saranno le piccole aziende dell'autotrasporto, i  cosiddetti "padroncini", ad essere più in difficoltà degli altri quest'anno, di fronte al caro-traghetti del settore, che quest'anno dovrà vedersela con un rialzo delle tariffe di carico sulle navi, in parte per compensare le maggiori spese degli armatori sul bunker. È il tema principale anche degli autotrasportatori sardi, impegnati a garantire la continuità territoriale, che a luglio andrà in gara, anche se non si sa ancora in che forma. I trasportatori della Sardegna si sono riuniuti nell'assemblea di categoria di CNA FITA, svoltasi stamattina a Tramatza, in provincia di Oristano, insieme ai vertici regionali, Francesco Pinna e Valentina Codonesu, e al responsabile nazionale, Mauro Concezzi, dell'Unione di trasporto CNA. 

All'ordine del giorno l'incremento dei noli marittimi, la continuità territoriale delle merci in Sardegna, un approfondimento sulla Legge di Bilancio nazionale 2020, con le misure che interessano l'autotrasporto, e le ultime convenzioni commerciali messe in campo da CNA Sardegna per agevolare le imprese con le società Iveco ed Esso.

Mentre si attende che la settimana prossima venga riconvocato a Roma il tavolo avviato il 7 gennaio con la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, per varare interventi urgenti che possano scongiurare il default delle piccole imprese di autotrasporto isolane, le compagnie di navigazione hanno iniziato ad applicare i nuovi incrementi tariffari del 25-30 per cento che, secondo i calcoli di CNA-FITA, arrivano a un complessivo +60% nel biennio 2018-2020, per via del rincaro del 30 per cento già operato nel 2019 dalle compagnie marittime. Pesa la scelta unanime degli armatori di ribaltare all'utenza che trasporta merci una media di 250 euro, IVA esclusa, per un autocarro o un semirimorchio in andata e ritorno dalla Sardegna, con un aumemto dei costi annuali da decine a centinaia di migliaia di euro per operatore, quindi da milioni di euro per l'intero comparto dell'autotrasporto, «un salasso che rischia concretamente di cancellare molte delle 2,275 piccole aziende artigiane di autotrasporto che rappresentano il 73 per cento delle 3,096 aziende attive al 31 dicembre in Sardegna», precisa CNA FITA.

Secondo Codonesu «i sovraccosti generati dagli obblighi ambientali del Regolamento IMO 2020 non possono gravare prevalentemente su un'unica categoria. La storica debolezza dell'autotraasporto si ripropone in tutta la sua fragilità. Molte aziende hanno già comunicato agli autotrasportatori che a causa della difficile situazione congiunturale dell'industria, cui si aggiunge la forte concorrenza da parte di produttori stranieri che beneficiano di condizioni di trasporto più vantaggiose di quelle italiane e sarde, per il 2020 non riconosceranno loro nessun aumento tariffario. C'è dunque una fetta di operatori che non riuscirà a sua volta a farsi riconoscere i sovraccosti che dovrebbe sostenere per il caro traghetti green».

Sono quindi a rischio le piccole aziende che non possoo reggere il confronto con le aziende più strutturate, da sempre privilegiate negli imbarchi marittimi, né possono competere sul mercato, che potrebbe rispondere con un ulteriore ribasso tariffario.

«Il quadro di riferimento è molto complesso», secondo Franco Pinna, presidente regionale CNA FITA.  «Abbiamo chiesto – continua - al ministro De Micheli soluzioni immediate e compensative in favore dell'autotrasporto. Inoltre, certezze sulla continuità territoriale marittima e la pubblicazione del nuovo bando. Anche se è sempre più evidente che la partita debba essere giocata in uno sforzo collettivo e unitario, sia delle associazioni che della politica locale che del governo, verso il riconoscimento dell'insularità e delle particolari condizioni della Sardegna all'interno dell'Unione europea, che permettano di colmare deficit infrastrutturali ed economici altrimenti inarrivabili».

Legge di bilancio 2020
Al centro del dibattito anche le novità introdotte con la Legge di bilancio 2020: dai rimborsi accise per gli Euro 3 ed Euro 4, che gradualmente andranno a esaurirsi nel 2020 e 2021; le sterilizzazioni degli incrementi IVA; il credito di imposta per acquisto di beni strumentali; il rifinanziamento della Legge Sabatini e gli stanziamenti per acquisto e rinnovo del parco veicolare, anche mediante rottamazione. Infine le opportunità commerciali messe in campo dalla CNA Sardegna con partners di eccellenza, come IVECO per la scontistica su mezzi professional e pesanti ed ESSO per gli sconti su gasolio con le carte carburante.

«La Confederazione ha voluto offrire vantaggi economici tangibili a tutte le aziende associate, indipendentemente dal settore di appartenenza. Ma è evidente - conclude Valentina Codonesu - che proprio per gli autotrasportatori, per cui il gasolio incide al 30 per cento sui costi di esercizio e il rinnovo del parco veicolare è tanto strategico anche in vista dell'eliminazione nel prossimo biennio dei rimborsi accise per i mezzi Euro 3 ed Euro 4, queste convenzioni sono un aiuto concreto e tangibile».