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13 agosto 2020, Aggiornato alle 18,49
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Politiche marittime

Autoproduzione, anche Confitarma contro gli emendamenti al Dl Rilancio

Per l'associazione - che si allinea ad Assarmatori - non è così che si normalizza una materia così delicata. Si chiede un confronto con sindacati e istituzioni, mediato dal governo


Confitarma, insieme ad Assarmatori, è contraria ai nuovi regolamenti per l'autoproduzione previsti dal DL Semplificazioni, in discussione alla Camera.

Si tratta di modificare l'articolo 16 della legge 84/94 e sono previsti una serie di emendamenti che di fatto limitano la libertà degli armatori ad autoprodurre le operazioni di carico e scarico merce, utilizzando i marittimi di bordo anziché i portuali a terra, con risparmio di tempo e denaro, tagliando però fuori la manovalnza tradizionale dei "camalli".

Confitarma, presieduta da Mario Mattioli (il cui mandato è stato proprogato per un anno) «è totalmente contraria» agli emendamenti che vanno a «negare il diritto all'autoproduzione. A rimetterci non
sarebbe solo la competitività dei vettori marittimi ma la stessa efficienza dei nostri porti, con effetto opposto rispetto a quello auspicato in materia di rilancio delle attività marittimo-portuali e dell'occupazione». La materia è troppo complessa, secondo Confitarma, per essere normalizzata con emendamenti a un decreto.

Ciò non toglie, conclude l'associazione armatoriale, che sul tema ci si debba confrontare con istituzioni e sindacati. In altre parole, gli armatori, almeno nelle intenzioni, sono pronti a negoziare con le parti. Pertanto, Confitarma chiede l'apertura di un tavolo ministeriale sull'autoproduzione, «per svolgere una verifica esaustiva, trasparente e scevra da qualunque forma di strumentalizzazione».