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13 agosto 2022, Aggiornato alle 15,15
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Politiche marittime

Aumentano i suicidi tra i marittimi

L'International Maritime Health Journal stima siano il 6 per cento delle morti in mare, quota che sale quasi al 20 per cento se si includono le morti sospette. L'appello del sindacato britannico dei marittimi


Aumentano i suicidi tra i marittimi. Lo denuncia il sindacato dei marittimi britannico, il National Union of Rail, Maritime and Transport Workers (RMT), appellandosi alla rete internazionale dei sindacati del settore per affrontare il fenomeno.

Secondo uno studio dell'International Maritime Health Journal si stima che nell'ultimo anno il 5,9 per cento dei decessi in mare siano collegati al suicidio. Tuttavia, se si includono le morti cosiddette "sospette", cioè non direttamente ricollegabili a un suicidio ma probabili, l'incidenza percentuale sale al 18,3 per cento.
 
Una delle cause principali dell'aumento dei suicidi tra i marittimi, secondo lo studio, è ricollegabile all'enorme stress a cui sono sottoposti da quando c'è la pandemia che ha ridotto, in molti casi interdetto, la libertà di spostamento di questi lavoratori, i cui turni sono lunghi mesi e lontano da casa. Durante la pandemia c'è stato un drammatico aumento dei casi di depressione grave fra i marittimi, stimata intorno al 25 per cento. Secondo RMT c'è anche però la disoccupazione alla base della crescita di questa patologia.
 
«In un momento in cui stiamo affrontando una crisi del costo della vita, l'impatto sulla salute mentale dei nostri marittimi è immenso», commenta il segretario generale di RMT, Mick Lynch. «Quando si tratta di suicidio – conclude - i datori di lavoro devono identificare il problema segnalandolo, identificando i comportamenti sospetti e attivandosi per aiutare le persone in difficoltà».