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06 dicembre 2019, Aggiornato alle 17,29
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Politiche marittime

Arrivano a Gioia Tauro tre Gantry cranes, le gru più grandi del mondo

Le strutture, capaci di coprire ciascuna 24 file di container, sono partite dalla Cina il 31 agosto


Tre gru gigantesche stanno per approdare sulle coste calabre. Sono partite dal porto cinese di Dalian Quanshui a bordo della nave Zhi Xian Zhi Xing il 31 agosto scorso, hanno circumnavigato l'Africa, perché troppo alte per poter attraversare il canale di Suez, e martedì faranno il loro ingresso nel porto di Gioia Tauro tre Gantry cranes, a cui faranno seguito altrettante nel 2020. Si tratta della tipologia di gru a cavalletto tra le più grandi al mondo, capaci di lavorare navi da 22 mila teus con un braccio d'estensione che copre ben 24 file di containers. 

Le complesse fasi di sbarco
Una volta giunte in porto, le complesse fasi di sbarco richiederanno una settimana circa di lavoro e saranno seguite da una fase di test che durerà alcuni mesi. I numeri delle Ship To Shore sono imponenti: ogni gru è, infatti, alta oltre 87 metri (con il braccio a parcheggio di 132 metri) e uno "sbraccio" in grado di manovrare fino a 24 file di container in senso orizzontale. La portata è di 65 tonnellate in configurazione "twin lift" e 75 in configurazione "sotto gancio". Si tratta di equipaggiamenti di ultima generazione, tecnologicamente avanzati, che rispondono ai più elevati standard di mercato, in grado di operare le ULCS – Ultra large container ships.

Celerità nelle operazioni di trasbordo
Obiettivo, quindi, della nuova programmazione è la piena operatività del piazzale e dei relativi mezzi operanti in porto, attraverso un imponente progetto di rinnovamento dell'equipment in grado di rispondere alle sempre maggiori esigenze di mercato, che richiedono celerità nelle operazioni di trasbordo e di posizionamento dei container in banchina. Un cambiamento di traiettoria che ha già registrato un incremento di traffico di circa il 15,5%, nell'intervallo di tempo compreso tra aprile/ottobre 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018.   

Il programma triennale
Inserito nello stesso percorso di rilancio dell'intera infrastruttura portuale, e al fine di mantenere il primato nazionale della profondità dei fondali del canale portuale (pari a 18 metri), l'Autorità portuale di Gioia Tauro ha avviato un programma triennale di lavori di manutenzione ordinaria dei fondali portuali. L'obiettivo è quello spianare le dune sottomarine del canale portuale, create dall'azione dinamica delle eliche delle navi durante le manovre di partenza ed attracco alle banchine. 

Rifacimento dei piazzali
Nel contempo, sono stati effettuati i lavori di totale rifacimento dei piazzali e delle vie di corsa che puntano ad assicurare celere mobilità delle gru di banchina e dei mezzi meccanici di movimentazione dei containers e, altresì, a garantire la piena sicurezza del lavoro. Complessivamente è chiara la strategia messa in atto per rilanciare lo scalo calabrese che è stata avviata, nei mesi scorsi, con il graduale rinnovo del parco macchine del piazzale attraverso l'acquisizione di decine di Straddle Carriers Konecranes per un totale complessivo di 32 unità. 

La nuova politica dello scalo
Del resto, a manifestare l'immediata concretezza della nuova politica dello scalo è stata, anche, la volontà dell'armatore Msc di inserire il porto di Gioia Tauro nelle toccate di riferimento delle tratte internazionali dell'alleanza armatoriale 2M, costituita dalle due compagnie del trasporto marittimo containerizzato Maersk Line e Mediterranean Shipping Company. Un programma importante che, da aprile ad ottobre scorsi, ha visto attraccare al porto di Gioia Tauro 65 Ultra Large Container Vessel della portata superiore ai 19 mila teus. 

Il commento di Agostinelli
Passo dopo passo, si manifesta, così, la concretezza del Piano degli investimenti, presentato dal nuovo terminalista Mct, per garantire uno strutturato rilancio dello scalo, così come auspicato dall'Autorità portuale di Gioia Tauro, guidata dal commissario straordinario Andrea Agostinelli. "Qui non si tratta di progettualità astratta – ha dichiarato Agostinelli – ma di investimenti concreti e visibili, cui non fa riscontro, purtroppo, una risposta dello Stato sotto il profilo, ad esempio, di una piena funzionalità della Zes e degli strumenti, penso al credito d'imposta sugli investimenti della logistica, ad essa collegati. Siamo comunque soddisfatti. Il rilancio del porto di Gioia Tauro parte oggi e l'Autorità portuale ha inserito nel suo bilancio previsionale le risorse per coadiuvare lo sforzo del privato". L'obiettivo complessivo è, appunto, quello di dotare lo scalo di una infrastrutturazione d'avanguardia capace di lavorare portacontainer di sempre maggiori dimensioni per tornare a conquistare la sua naturale posizione di leadership nel circuito internazionale del Mediterraneo.