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Porto di Napoli
15 dicembre 2018, Aggiornato alle 12,25
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Arcipelago Toscano, da Napoleone al recupero della Concordia

Un viaggio tra passato e presente lungo le coste delle principali isole del Tirreno settentrionale


di Stefano GiacobbeDL News

 

Ho partecipato la settimana scorsa ad una gita sociale all'isola d'Elba, eravamo 50 partecipanti varazzini e durante il viaggio di andata il capo gruppo ha avuto l'opportunità di fare un breve excursus sulla permanenza sull'isola di Napoleone Bonaparte e su quanto di positivo ha operato per questa comunità. Mi ha quindi passato il microfono ed ho potuto così ricordare gli avvenimenti accaduti sull'isola durante l'ultima guerra e i sacrifici e patimenti subiti dagli elbani in quel periodo ed in modo particolare dalle forze coloniali francesi (goumiers) dopo l'8 settembre. Ho voluto ricordare in modo particolare l'affondamento della nave mista Andrea Sgarallino silurata da un sommergibile inglese (Uproar) nel canale di Piombino dove morirono 250 persone tra militari e civili senza che nessuno potesse venire in loro aiuto.

 

Io e mia moglie abbiamo dei carissimi amici elbani e mi dissero poi che all'isola hanno ancora ben vivo tale episodio avendo anche loro avuto a bordo parenti ed amici. Ho rabbrividito. Abbiamo in seguito eseguito un completo giro turistico per tutta l'isola durato una settimana ed abbiamo constatato la bellezza unica dell'isola principe dell'arcipelago toscano e della Capraia. Persone cordiali, aperte, accattivanti in uno spettacolo della natura suggestivo, colorato, profumato di fiori e di mare, con brezze leggere cangianti dai 4 quadranti. Splendido.

 

Al ritorno, essendo in lieve vantaggio sull'itinerario, siamo passati per Tirrenia, mi sono ricordato di Tomboli e della sua storia di vita vissuta nel dopoguerra tra le forze americane di base in quel luogo ed i locali del posto e di seguito lo scromatore dell'Arno, e, dolce orgoglio di capacità  e inventiva italiana il canale Navicelli. Mi sono ricordato che da questo canale, collegato con il porto di Livorno sono transitate su chiatta per l'isola del Giglio le infrastrutture metalliche, costruite nelle officine pisane, che fissate alla roccia sotto la chiglia della Costa Concordia, hanno impedito che questa sprofondasse nell'abisso sottostante. Simbolico esempio di operatività professionale, manageriale, in simbiosi tra pubblico e privato con una capacità lavorativa da lasciare a bocca aperta tutto il mondo marittimo e non.