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01 ottobre 2020, Aggiornato alle 18,41
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Politiche marittime

Archeologia, i tesori del relitto di Acitrezza

Nuove scoperte della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, guidata da Sebastiano Tusa


La Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, guidata da Sebastiano Tusa, ha diffuso alcuni dei risultati dei recenti lavori condotti sul relitto romano di Acitrezza, coordinati dell'archeologo responsabile di zona Philippe Tisseyre e con il contributo di Salvo Emma per l'elaborazione dei dati in 3D; degni di nota la collaborazione tecnica del diving "Oceano Mare" di Massimo Ardizzoni che ha realizzato le riprese, e il supporto logistico offerto dal diving DNA Shock di Catania.

Dal blog Archeologia Subacquea di Michele Stefanile scopriamo che, secondo quanto comunicato dalla Soprintendenza, il carico, complesso, si presenta come un cumulo di anfore di almeno cinque tipi ed è molto interessante per comprendere il commercio marittimo e le rotte di redistribuzione nell'antichità.

Al carico principale, composto da anfore greco italiche "di transizione" provenienti dalla Campania o dall'Etruria, si affiancavano alcune anfore Dressel 1C (una delle quali è stata recuperata durante le operazioni) e Lamboglia 2, e alcune anfore globulari di piccolo modulo. Una composizione che suggerirebbe un itinerario con numerosi scali o, più probabilmente, l'allestimento di un carico eterogeneo in un vero e proprio hub di redistribuzione, punto di arrivo e partenza per merci provenienti da differenti settori del Mediterraneo.

Fonte immagini: Massimo Ardizzoni e Soprintendenza del Mare