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25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
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Politiche marittime

Anche il trasporto lacuale e fluviale soffre tanto

1,450 navi per 13,500 lavoratori impiegati nel battellaggio di fiumi e laghi. L'associazione italiana di categoria chiede risorse specifiche non ancora coperte dal "Cura Italia"

Un battello da escursione sul Po

Anche i trasportatori di merce via fiume e sui laghi lanciano il loro appello al governo per avere risorse economiche, sia per reggere il lockdown attuale che per ripartire. L'Associazione Italiana Armatori Trasporto Passeggeri (AIATP) lancia un "mayday" alle istituzioni per la salvaguardia delle attività di categoria. Il momento di difficoltà che vive tutto il paese a causa della pandemia da Coronavirus rischia di travolgere l'intero settore, fortemente dipendente dall'andamento di una stagione turistica che appare già ampiamente compromessa. 

Con una flotta di oltre 1,450 unità, più di 13,500 lavoratori tra marittimi e personale di terra, il cluster trasporta annualmente circa 38 milioni di passeggeri per un fatturato di 342 milioni di euro. Numeri di tutto rispetto che gravitano attorno al trasporto di passeggeri in linea e non, alle escursioni turistiche tra le più rinomate località italiane, ai servizi di navigazione in acque interne. Un microcosmo fortemente specializzato che manifesta la propria preoccupazione soprattutto per i lavoratori annuali e stagionali che rischiano da una parte di non poter lavorare, dall'altra di non poter usufruire dei sostegni economici perché non rientranti nelle categorie identificate dai decreti emessi dal governo dall'inizio dell'emergenza ad oggi. 

«Ci sentiamo abbandonati dai provvedimenti "Cura Italia" che il governo italiano ha decretato nei giorni scorsi», sottolinea il presidente di AIATP, Salvatore Gambardella. «Le misure prese finore non tengono minimamente conto del blocco del turismo a livello nazionale e internazionale che rappresenta la principale fonte di reddito delle nostre aziende. La nostra attività è prettamente stagionale, svolgendosi da aprile ad ottobre, e non possiamo aspettare la prossima stagione per riprendere la piena operatività». «Noi trasportiamo passeggeri – continua Gambardella – ma rappresentiamo quel valore aggiunto e un ramo del sistema turistico nazionale che non può essere dimenticato o ignorato. Noi navighiamo per consentire ai turisti di ammirare e di raggiungere via mare i luoghi più suggestivi e incantevoli che il nostro Paese ci ha messo a disposizione e lo facciamo con professionalità, con notevoli sforzi, ma ora abbiamo bisogno di quell'aiuto da parte delle istituzioni senza le quali rischiamo di fallire».

Oltre alle misure urgenti che si stanno adottando in questo periodo AIATP chiede, in particolare, anche un piano di rilancio degli investimenti che permetta al settore di superare il periodo di emergenza per affrontare nella maniera più adeguata la prossima stagione. "Sicuramente il 2020 si può considerare già archiviato. Proprio in virtù di questo occorre ribadire che le aziende non potranno far fronte agli obblighi contributivi e fiscali per evidente mancanza di fondi". 

Preoccupa, soprattutto, il destino dei lavoratori stagionali sia  marittimi sia di terra. «Ad oggi – denuncia il presidente dell'associazione – non possono beneficiare del bonus di 600 euro previsto dall'art. 29 del decreto 17 Marzo 2020 e della circolare INPS n° 49 del 31 Marzo 2020 poichè il trasporto passeggeri è inserito in un ramo del comparto industriale e non in quello turistico. Chiediamo concreti aiuti anche per la nostra categoria e le nostre famiglie, come già fatto per le altre realtà legate al turismo e alle compagnie aeree private».