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24 maggio 2024, Aggiornato alle 11,47
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Logistica

Anche gli spedizionieri non vogliono pagare l'ART

Nei giorni scorsi il Tar Piemonte ha respinto l'impugnativa di Confetra sul tributo annuale all'Autorità di Regolazione dei Trasporti. De Ruvo: "Andiamo avanti, la delibera è illegittima"

Il presidente di Confetra, Carlo De Ruvo

Contrariamente agli autotrasportatori, gli spedizionieri dovrebbero pagari il tributo annuale all'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART). O almeno è la conseguenza (momentanea) della decisione del Tar del Piemonte che ha respinto nei giorni scorsi l'impugnativa di Confetra della delibera ART 194/2023 sul pagamento del contributo per il 2024, la quale ha inserito tra i soggetti tenuti al pagamento anche gli spedizionieri. Il Tar si è recentemente espresso negativamente sull'istanza cautelare di sospensiva, rinviando all'esame di merito la discussione sul ricorso.

«Prendiamo atto della decisione del Tar – afferma il presidente di Confetra, Carlo De Ruvo – ma andiamo avanti per la nostra strada in quanto riteniamo la delibera totalmente illegittima. Quella delibera ha aggiunto tra i soggetti tenuti alla contribuzione le imprese che esercitano i "servizi di spedizione" e i "servizi ancillari" al trasporto nonché alla logistica».

Secondo Confetra l'ART ha «arbitrariamente sostituito» il settore dell'autotrasporto merci, escluso per legge dalla contribuzione per il 2024, con due nuove categorie che operano nel libero mercato e che risultano già ampiamente regolate dal ministero delle Infrastrutture e da altre amministrazioni competenti. Confetra, in sostanza, oppone le stesse motivazioni degli autotrasportatori, trattandosi di due categorie distinte ma che lavorano nello stesso ambito, la movimentazione delle merci. A quanto pare, però, almeno secondo il Tar Piemonte, le ragioni dell'autotrasporto non valgono per le attività di spedizione e dei servizi ancillari. «Confetra – conclude De Ruvo – oltre a proseguire la partita sul piano giudiziario, sul piano politico solleciterà il governo a dare attuazione all'ordine del giorno approvato dal Parlamento che lo impegna a valutare l'opportunità di estendere l'esclusione dalla competenza dell'ART e dal relativo onere contributivo anche alle altre attività di trasporto, logistica e spedizione delle merci e alle attività accessorie e ad esse connesse».