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21 settembre 2020, Aggiornato alle 18,35
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Politiche marittime

Aiuti di Stato, l'Ue indaga anche su Belgio e Francia

L'esenzione fiscale alle imprese portuali potrebbe costituire un vantaggio sui concorrenti. L'indagine arriva a pochi giorni da quella in corso sul porto di Napoli


A pochi giorni dall'indagine sugli aiuti di Stato sul porto di Napoli, la Commissione europea ha avviato due indagini simili sui sistemi portuali di Belgio e Francia. L'esame è volto a verificare se le esenzioni fiscali concesse ai sensi del diritto belga e francese alle attività economiche del traffico portuale dei loro Paesi sono in linea con le norme Ue sugli aiuti di Stato e se danno alle imprese che ne hanno goduto un vantaggio rispetto ai concorrenti di altri Stati membri.

«I porti svolgono un ruolo chiave nell'economia dell'Ue. Tuttavia, le esenzioni fiscali non dovrebbero falsare la concorrenza, dando un vantaggio ingiusto ad alcuni porti», ha detto il commissario Margrethe Vestager, responsabile della politica di concorrenza.

L'attività principale dei porti è il trasferimento di merci e persone, nonché la fornitura, da parte dell'ente di gestione dello scalo, di infrastrutture per le compagnie di navigazione, i cantieri navali e altre aziende. Questa operazione commerciale costituisce un'attività economica nella quale i porti devono pagare l'imposta sulle società. Tuttavia, i porti svolgono anche alcune attività collegate all'esercizio delle responsabilità essenziali dello Stato, come la sicurezza, la sorveglianza e il controllo del traffico, attività che non rientrano nel campo del controllo degli aiuti di Stato dell'Ue.
L'esenzione fiscale alle imprese portuali sui profitti derivanti da attività economiche potrebbe invece costituire un aiuto di Stato, così come stabilito dall'articolo 107, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

L'esenzione fiscale dei porti del Belgio
Interessa per lo più gli scali di Anversa, Bruges, Bruxelles, Charleroi, Gand, Liegi, Namur e Ostenda, e quelli fluviali della provincia di Hainaut e delle Fiandre. Questi porti sono soggetti ad un regime fiscale con un basso livello di tassazione rispetto ad altre aziende non portuali.

In Francia
Interessa gli undici "grands ports maritimes" (Bordeaux, Dunkerque, La Rochelle, Le Havre, Marsiglia, Nantes-Saint-Nazaire, Rouen, Guadalupe, Guyana, Martinica e Riunione), il "Port autonome de Paris", e i porti gestiti dalle camere di commercio. Sono completamente esenti dall'imposta sul reddito delle società. 

Aiuti di Stato "esistenti"
Già nel gennaio 2016, dopo un'indagine sul funzionamento e la tassazione dei porti negli Stati membri, la Commissione aveva chiesto a Belgio e Francia di portare il loro diritto fiscale societario in linea con le regole sugli aiuti di Stato, abolendone l'esenzione fiscale per i porti. Da qui, in seguito al mancato allineamento, l'apertura dell'indagine da parte della Commissione Ue. Nel corso di questo esame, i due Stati interessati e le terze parti – beneficiari o concorrenti – possono commentare e rispondere senza che questo pregiudichi l'esito delle indagini. Poiché sia per il Belgio che per la Francia queste misure fiscali esistevano già prima della costituzione della Ue nel 1958, l'aiuto è considerato come "esistente", ciò significa che la Commissione non può chiedere di recuperare gli aiuti concessi in passato, né quelli concessi fino al momento in cui l'aiuto di Stato è stato istituito e adottato.
 
Immagine in alto, una stampa d'epoca del porto di Bordeaux