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05 luglio 2020, Aggiornato alle 12,06
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Infrastrutture

Accorpamenti, imprenditori salernitani scrivono a governo e Regione

Un'altra missiva in arrivo per Renzi, Delrio e De Luca. Questa volta da parte di commercianti e operatori non solo portuali

È scesa in piazza e ha fatto fronte comune con Savona. Ora è il turno delle missive a governo ed enti locali per scongiurare a tutti i costi l'accorpamento dell'Autorità portuale di Salerno con quella di Napoli. Dopo quella dei 45 operatori portuali, adesso tocca agli imprenditori locali che chiedono anche loro di lasciare lo scalo salernitano autonomo. Domani, martedì 15 marzo, alle ore 10.30, nella sede della Camera di Commercio di Salerno (via Roma, 29) avrà luogo la firma congiunta, da parte dei presidenti delle associazioni delle categorie della provincia, di una lettera/documento indirizzata al premier, al ministero dei Trasporti e alla Regione Campania. Oggetto, l'accorpamento delle Autorità di Napoli e Salerno.

La missiva, proposta da Assotutela, è sostenuta dal presidente della Camera di Commercio di Salerno e dai presidenti provinciali di Aies/Ance, Assoagenti, Assospedo, Casartigiani, Cia, Cidec, Cna, Coldiretti, Compagnia delle Opere, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Fai, Unimpresa, Claai, Confagricoltura.
 
Anche se accorpato, per Salerno c'è speranza 
Anche se dovesse accorparsi con Napoli, per il porto di Salerno non sarebbe la fine del mondo se si concretizzasse un'ipotesi formulata nell'ultima conferenza Stato-Regioni: qualche anno, forse quattro, di "decantazione" della riforma - una volta attuata - per capire quale dei porti accorpati ha bisogno di più autonomia, per esempio sull'approvazione del piano regolatore portuale e sugli investimenti da effettuare, la chiave per non farsi fagocitare imprenditorialmente e istituzionalmente. Proprio quello che gli operatori del porto di Salerno non vogliono che accada.