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28 marzo 2020, Aggiornato alle 10,53
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A Nola la logistica fa "sistema"

Accordo tra Interporto Campano, Regione Campania e Autorità Portuale di Napoli. Nasce NA.P.L.E.S., il primo sistema logistico integrato ferrovia-porto che collegherà lo scalo campano con il retroporto


Un accordo tra Regione Campania, porto di Napoli ed Interporto di Nola dà il via al primo sistema logistico integrato italiano. Presso la struttura interportuale è stato firmato un accordo di collaborazione per la costituzione di "NA.P.L.E.S." (Naples Port Logistics Extended System), un sistema logistico portuale che collegherà il retroporto e lo scalo campano come mai prima d'ora. Si tratta della prima integrazione logistica tra ferrovia e porto in Italia, o meglio, del primo fenomeno di razionalizzazione tra le attività merci via mare e quelle via terra.
«Con il protocollo firmato oggi nasce il sistema logistico portuale di Napoli, il primo sistema integrato d'Italia tra un porto e un interporto» commenta l'assessore ai Trasporti della Regione Campania, Ennio Cascetta che, insieme al presidente dell'Interporto Campano, Gianni Punzo, al presidente dell'Autorità Portuale di Napoli, Luciano Dassatti, ha firmato l'intesa. Presente anche il vicepresidente di Confindustria, con delega per il Mezzogiorno, Cristiana Coppola. E se da un lato viene celebrata la nascita di NA.P.L.E.S., dall'altro prende concretamente il via ISC-Interporto Servizi Cargo (società nata nel febbraio del 2009 con 100% capitale Interporto) per garantire, grazie ad un collegamento ferroviario giornaliero con lo scalo di Napoli le tratte Nola-porto di Napoli, Nola-Verona, Nola-Milano e Nola-Bologna. ISC, nei prossimi tre anni, intende aprire altre 13 tratte nazionali mentre potrà disporre di una flotta di 600 carri ferroviari e 29 locomotori per un traffico annuale previsto di 7.700 treni, 5 milioni di chilometri e 200mila unità di carico trasportate. Inoltre creerà anche occupazione: 220 dipendenti in 4 anni di cui 160 macchinisti e 40 operatori di impianto.
«Porto, interporto e ferro: – spiega Punzo – non si tratta solo di un sistema dedicato al porto e al retroporto ma di un network regionale con aspettative europee. Il futuro della logistica è su ferro, non su gomma. Una modalità di trasporto che fornisce risposte concrete sia alla sicurezza che alla tutela dell'ambiente. La mia priorità sarà dunque quella di puntare tutto su Nola". 
Per il porto di Napoli significa soprattutto risolvere parte dei problemi legati agli spazi. «A Napoli c'è l'impellente necessità di riorganizzare le attività – spiega Dassatti – la logica di espansione del porto genera nuove esigenze che ISC e NA.P.L.E.S. ci aiutano a risolvere incrementando in futuro il traffico dello scalo del 20%». Le aspettative sono quelle di superare il milione e mezzo di teus annui con l'apertura del terminal container della Darsena di Levante prevista per il 2012. «L'alleanza tra Regione, Porto e Interporto – continua Dassatti – afferma per la prima volta il concetto di "porto esteso", seguendo le scelte strategiche dei grandi scali nordeuropei».
«La logistica è un vero e proprio comparto industriale per il Sud – aggiunge Cascetta – un'integrazione tra città e porto genera più traffico, coinvolge un maggior numero di aziende con positive ricadute sull'occupazione, riduce il numero di camion e permette di liberare gli spazi del porto che attualmente vengono utilizzati come deposito». 
In questa importante iniziativa la Regione investe 3,1 milioni di euro, di cui 1,8 da finanziare in tre anni per lo start up delle attività e 1,3 per lo shuttle Napoli-Nola/Nola-Napoli.