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24 giugno 2024, Aggiornato alle 19,40
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Infrastrutture

A Bari e Barletta le cozze ripavimentano i porti

Dopo La Spezia, anche i porti pugliesi partecipano al progetto GreenLife4Seas. I sedimenti dei dragaggi miscelati al cemento e ai gusci dei muscoli di mare diventano un ottimo materiale edile "leggero"

Blocchi di massello autobloccante utilizzati per la pavimentazione

Utilizzare i gusci dei muscoli di mare, o altrimenti detti "cozze", come materiale da costruzione per pavimentare le strade dei porti, le banchine, per realizzare massi frangiflutti e rinforzi. Dopo La Spezia, anche il sistema portuale pugliese partecipa, finanziandolo, a GreenLife4Seas (GREen ENgineering solutions: a new LIFE for SEdiments And Shells), un progetto europeo di ricerca ed economia circolare sostenuto dal Programma per l'Ambiente e per l'Azione per il Clima  - LIFE 2014/2020 della Commissione europea. Capofila della cordata il Politecnico di Bari (Dicatech).

I gusci delle cozze non sono compostabili, né di per sé utilizzabili come materiale edile, ma miscelati al cemento, o con i materiali di risulta dei dragaggi portuali, diventano un materiale altamente resistente, utile per la realizzazione di una serie di infrastrutture leggere, come la pavimentazione. La Puglia produce il 16 per cento dei molluschi italiani, circa 10 tonnellate al giorno, ed è la terza regione in Italia per produzione, in particolare proprio le cozze.

Intanto nel porto di Bari e di Barletta sono in corso le operazioni di dragaggio dei sedimenti, che verranno poi calibrati tra sedimenti, polvere di mitili e cementi per realizzare masselli autobloccanti per la pavimentazione pubblica. Tante le aziende coinvolte, tra cui anche start up di giovani talentuosi: tra queste, la Simem, azienda nata a Verona nel 1963, produttrice di macchinari per il cemento, la Vitone Eco, specializzata nel trattamento di fanghi e residui dell'industria agroalimentare, e la Noesis European Development Consulting. Collaborano tra le altre anche la Mapei, la Prefabbricati Pugliesi e la Vibrotek, oltre alle cooperative di mitilicultori di Taranto e La Spezia. 

Ma altre imprese potranno entrare nel network, fino alla fine del 2028, anno di fine progetto, per poter sviluppare altri prodotti derivanti dal recupero dei gusci delle cozze, tra questi: case intere stampate in 3d, oggetti di design e piste ciclabili, un nuovo orizzonte per lo sviluppo economico del nostro territorio.

«Lo sviluppo della Green Economy nel contesto della Blu Economy, dalla valorizzazione dei gusci delle cozze ai sedimenti dei porti fino alle infrastrutture come le strade pavimentate e i frangiflutti, rappresenta una sfida che richiede la collaborazione sinergica  di tutti: ricerca, imprese e Amministrazioni pubbliche», commenta il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del  Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi. «Siamo fermamente convinti di dover continuare a navigare verso questi due poli  che  non solo favoriscono la protezione dell'ambiente marino e la riduzione dell'impatto ambientale, ma che  hanno anche  la capacità di promuovere lo sviluppo economico sostenibile e l'innovazione nel settore marittimo. Proprio per questo siamo attivamente coinvolti e impegnati  nel progetto GreenLife4Seas, un'iniziativa che mira a trasferire innovazioni tecnologiche al settore produttivo coinvolgendo le amministrazioni portuali. L'utilizzo sostenibile delle risorse marine, incluso il riciclo dei gusci delle cozze, rappresenta una opportunità per migliorare il benessere della popolazione e ridurre l'impatto ambientale delle attività umane, promuovendo al contempo lo sviluppo economico del nostro territorio».

Tag: bari