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30 settembre 2022, Aggiornato alle 18,08
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Politiche marittime

250 società hanno sospeso i rapporti con la Russia

Quelle italiane sono almeno sei, mentre Ferragamo e Pirelli non hanno (ancora?) interrotto le attività. La dettagliata lista di Yale, che fa un'analogia con il Sud Africa dell'apartheid

Una vetrina di Moncler (7C0/Flickr)

a cura di Paolo Bosso

aggiornamento: McDonald's ha annunciato la chiusura temporanea degli 850 ristoranti presenti in Russia. Anche Coca-Cola sospenderà la vendita dei suoi prodotti nel paese e Starbucks chiuderà le 130 caffetterie russe. McDonald's e Starbucks hanno rispettivamente 62 mila e 2 mila dipendenti in Russia i quali, hanno precisato le società, continueranno ad essere pagati. Pepsi ha sospeso la vendita della Pepsi-Cola ma non di altri prodotti, come il latte in polvere e gli alimenti per bambini.

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Sono circa 250 le società che hanno in qualche modo interrotto i rapporti commerciali con la Russia. Tra le italiane figurano, tra le altre, Assicurazioni Generali, Eni, Danone, Mediterranean Shipping Company (gestita da italiani ma residente a Ginevra), Moncler e Prada, mentre non hanno interrotto i rapporti – o non l'hanno fatto ancora – Ferragamo e Pirelli. Lo rende noto una dettagliata lista dell'Università di Yale.

Leggi la lista di Yale

La lista è aggiornata all'8 marzo ma è scontato che sarà in continuo aggiornamento. Nei giorni trascorsi dalla pubblicazione dell'elenco, molte delle società "rimanenti" hanno risposto al contraccolpo pubblico e hanno deciso di ritirarsi. L'elenco viene aggiornato quotidianamente da Jeffrey Sonnenfeld e dal suo team di ricerca presso lo Yale Chief Executive Leadership Institute. Per un elenco aggiornato, cliccate qui.

Tra le compagnie che non hanno sospeso le attività in Russia figurano Coca-Cola, Bridgstone, Kellogg, McDonald's, Pepsi, Philip Morris, Starbucks e Unilever.

Come nota Sonnenfeld su Fortune, questo tipo di embargo che si sta strutturando per la Russia ricorda quello fatto contro il Sud Africa nel 1986 in protesta contro l'apartheid, che portò alla sospensione dei rapporti con il paese africano di circa 200 società.

In generale, questo tipo di disimpegno è più facile per la finanza e l'industria pesante di quanto non lo sia per le aziende di prodotti di consumo. Quelle di moda di solito sono suscettibili alla giustizia sociale e ai diritti umani in quanto i loro marchi sono facilmente esposti alla condanna pubblica su questi temi. Nel caso della Russia, l'industria pesante Occidentale, le società di tecnologia business-to-business e quelle di servizi professionali guidano il boicottaggio, i cui clienti principali sono gli oligarchi russi.

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Tag: russia