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23 settembre 2020, Aggiornato alle 17,15
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Politiche marittime

Zolfo, a Napoli si chiude il primo corso delle Capitanerie

Servirà a ricevere l'abilitazione europea sulphur inspector


Si è concluso martedì scorso, presso la Capitaneria di porto di Napoli, il primo corso di formazione sulle modalità di controllo del tenore dello zolfo dei combustibili marini.

Si è articolato in due giornate di incontro ed è stato rivolto al personale militare e civile della Capitaneria partenopea, che darà ai partecipanti l'abilitazione europea "Sulphur inspector" per poter svolgere questo tipo di accertamenti. Tra i relatori sono intervenuti il "chimico del porto" Tullio Foti e il funzionario della società di classificazione Bureau Veritas Flavio Musella.

Dopo una panoramica generale sulla normativa internazionale, comunitaria e nazionale in materia di prevenzione dell'inquinamento atmosferico tenuta dal capo sezione sicurezza della navigazione delle Capitanerie, Gennaro Fusco, è seguito l'intervento di Foti che ha evidenziato i rischi ambientali derivanti dall'utilizzo di combustibili con un tenore dello zolfo superiore ai limiti stabiliti (3,5 m/m nel corso della navigazione in acqua nazionale, che si riduce a 1,5 nelle navi da passeggeri in servizio di linea e a 0,10 per tutte le navi in sosta nel porto) con l'eutrofizzazione delle acque per effetto delle piogge acide. Musella ha invece tenuto una lezione sull'individuazione delle varie casse e relative linee di combustibili. Un accenno, inoltre, è stato dedicato ai vari metodi di prelievo dei combustibili che dovranno essere analizzati in laboratorio. Al termine del corso sono stati rilasciati gli attestati di partecipazione ai corsisti da parte dell'ammiraglio Arturo Faraone, direttore marittimo della Campania. 

«Continua – si legge in un comunicato della Guardia costiera partenopea - lo sforzo ispettivo della Capitaneria di porto di Napoli nella lotta contro l'inquinamento marino e atmosferico per il raggiugimento degli obiettivi nazionali fissati dalla comunità europea nell'ambito dei quali è stata adottata l'ordinanza congiunta con l'autorità portuale n. 119/2015 che prevede misure più ristrettive nel prevenire e reprimere comportamenti illeciti da parte degli operatori portuali».