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04 dicembre 2022, Aggiornato alle 10,16
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Zeno D'Agostino presidente dell'European Sea Ports Organisation

Il presidente del porto di Trieste guiderà per due anni l'associazione europea dei porti, 18 anni dopo la presidenza di Gallanti

Zeno D'Agostino con il presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri

Da oggi il rilancio dei porti europei passa anche attraverso le capacità di un manager pubblico italiano. Zeno D'Agostino, veronese, alla guida del porto di Trieste, è stato nominato presidente dell'European Sea Ports Organisation (ESPO). L'elezione è avvenuta all'unanimità dei rappresentanti dei 23 Paesi membri dell'associazione, nel corso dell'assemblea generale svoltasi a Bruxelles. D'Agostino, che succede alla finlandese Annaleena Mäkilä, sarà affiancato dai vicepresidenti Daan Schalck, belga, a capo del North Sea Port (l'ente che unisce i porti di Ghent e Zeeland), e da  Ansis Zeltiņš , lettone, ai vertici del porto di Riga. L'incarico dura due anni e può essere rinnovato una sola volta.

Nata nel 1993, con sede nella capitale belga all'interno del palazzo "Port House", ESPO è il punto di contatto privilegiato tra i porti e l'Unione europea. Rappresenta gli interessi del mondo portuale, promuove le istanze comuni degli scali marittimi, è impegnata nel dialogo con gli stakeholder europei di settore, compresi i rappresentanti dei lavoratori.

Dopo un'assenza di 18 anni, dunque, l'Italia torna ad esprimere la leadership nel massimo organismo di rappresentanza dei porti su scala continentale. L'unico caso precedente era stata l'elezione nel 2004 di Giuliano Gallanti, storico presidente che aveva guidato i porti di Genova e Livorno. Il voto unanime di tutti i 23 rappresentanti è il riconoscimento del profilo professionale di D'Agostino e dei successi conseguiti nei sette anni di mandato alla guida del porto di Trieste e come vice presidente di Espo dal 2020 al 2022.

Secondo l'associazione, attraverso i porti marittimi europei transitano ogni anno circa 3,3 miliardi di tonnellate di merci e circa 400 milioni di passeggeri. Ma oggi i porti non sono più solo semplici hub della filiera multimodale per il traffico di merci e persone ma anche ecosistemi complessi tra mare e terra, hub di energia e piattaforme tecnologiche, motori di crescita sostenibile. Sono vere entità strategiche, come ci hanno mostrato prima la gestione della pandemia e ora la guerra in Ucraina: in quest'epoca dell'incertezza gli enti gestori sono chiamati anche a svolgere un ruolo geopolitico, di facilitatori nelle relazioni tra Paesi, oltre a quello tipicamente commerciale. Appare chiaro che per l'Italia dei porti, questa nomina rappresenta un'occasione per far sentire la propria voce e per sviluppare appieno la propria naturale vocazione di sistema di scali integrato al centro del Mediterraneo.

D'Agostino avrà il compito di condurre l'associazione in un momento delicato di crisi mondiale, come ha rimarcato a margine della sua elezione: «Sono onorato di aver ricevuto questo prestigioso incarico, che è in primis un segnale forte per l'Italia, ma anche un riconoscimento per il lavoro fatto a Trieste. Ringrazio innanzitutto Annaleena Mäkilä e tutti coloro che hanno creduto in me e nel lavoro svolto in questi anni da vice presidente. Viviamo un periodo difficile in cui il ruolo della portualità europea sta diventando fondamentale sia per gli equilibri economici, sia geopolitici su scala continentale e globale. Molte sfide epocali ci vedono coinvolti in prima linea ed è prioritario che la portualità europea affronti tali sfide unita e attrezzata con proposte concrete. Parlo di soluzioni da trovare attraverso un dialogo costante insieme ai decisori politici europei». Il presidente ha continuato citando alcuni punti chiave della sua agenda, sottolineando il ruolo cardine che svolge l'associazione: «dalla transizione energetica, al cambio di governance necessario per i porti di domani, dalla gestione delle risorse umane e del conflitto sociale, fino alla digitalizzazione. I capitoli dell'innovazione necessaria sono tanti e sapremo affrontarli con il timone saldo. Ci proponiamo di raccontarli di più, non solo al nostro settore, ma anche al grande pubblico. Assistiamo, infatti, a una nuova consapevolezza e interesse da parte dei cittadini sull'importanza cruciale che riveste il nostro settore. Specie in momenti di crisi come questo dove siamo sollecitati da continui shock, ESPO può giocare un ruolo chiave di portavoce naturale delle istanze dei porti d'Europa a Bruxelles e delle possibili soluzioni alle sfide del futuro».

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