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23 ottobre 2020, Aggiornato alle 20,34
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Infrastrutture

Verso il deposito gas costiero di Crotone, via libera dei Vigili del Fuoco

La società partenopea Ionio Fuel ottiene il nulla osta per un impianto da 20 mila metri cubi. Ora l'iter autorizzativo passa al ministero dell'Ambiente

Il progetto di deposito gas costiero di Ionio Fuel a Crotone

Un altro importante tassello verso il completamento del progetto di Ionio Fuel per la realizzazione di un deposito gas naturale liquefatto a Crotone. La società con sede a Napoli ha infatti ottenuto il nulla osta alla fattibilità dell'impianto dalla direzione regionale dei Vigili del Fuoco della Calabria, riunitasi in Conferenza dei servizi. Questo passaggio obbligatorio apre ora lo step successivo all'iter di Autorizzazione Unica dell'opera da parte del ministero dell'Ambiente, con le annesse procedure di Valutazione di impatto ambientale.

L'autorizzazione da parte del ministero degli Interni – responsabile dei Vigili del Fuoco - «conferma che l'impianto è stato progettato tenendo conto delle misure di sicurezza nel territorio circostante, come stabilito dalla legge di riferimento», spiega l'amministratore di Ionio Fuel, Luigi Vartuli

Il piano di Ionio Fuel prevede la realizzazione di un deposito di gas naturale liquefatto da 20 mila metri cubi nell'area industriale della periferia Nord di Crotone, con le potenzialità di rendere il porto un hub di rifornimento per le future navi spinge dal gas naturale liquefatto. Entrando nel dettaglio, l'infrastruttura si estenderà su un'area di 6,7 ettari, con una capacità di rigassificazione pari a 12 miliardi di metri cubi l'anno (35 metri cubi al giorno). Ottenuto mediante una soluzione modulare costituita da 18 serbatoi del tipo full containment, l'impianto prevede una piattaforma di scarico a 1,8 chilometri dalla costa, con possibilità di ricevere navi con capacità di trasporto del gas naturale liquefatto fino a 35 mila metri cubi. Sono previste diverse aree funzionali: un terminale off-shore, area di attracco di metaniere e bettoline per il trasferimento del gas da nave metaniera a stoccaggio e da stoccaggio verso le bettoline; un'area di interconnessione fra terminale e stoccaggio, con tubazioni criogeniche sotterranee per il collegamento dell'area di attracco nave al terminal e a tutti i sistemi ausiliari; infine, un'area deposito con i 18 serbatoi di stoccaggio del gas. 

«La transizione energetica verso un mondo low-carbon - continua Vartuli - è basata sul fattore sostenibilità. Occorre trovare più soluzioni all'inquinamento atmosferico ed al cambiamento climatico e un passo importante è rappresentato proprio dal gas naturale liqufatto. In prospettiva, sarà necessario sincronizzare l'interazione tra commodity, energia elettrica, idrogeno, gas, a supporto della transizione energetica».

Al momento il Sud Italia è sguarnito a livello di infrastrutture di rifornimento per questo tipo di tecnologia - il porto di Napoli ha ricevuto recentemente dei fondi europei per uno studio di fattibilità su un deposito costiero - e gli operatori dello shipping devono rivolgersi verso i porti francesi e spagnoli. Il deposito di Crotone, al centro del Mediterraneo, e alle porte di accesso al mar Tirreno e l'Adriatico, potrebbe colmare la lacuna, offrendo tutta una serie di vantaggi collaterali per il territorio, fungendo da attrattore per lo sviluppo di altre infrastrutture come strade, autostrade, aeroporto.

«Il numero delle navi da crociere predisposte al gas o in procinto di uscire dai cantieri con questo tipo di propulsione cresce in maniera esponenziale,» sottolinea Vartuli. «Predisporre lo scalo per questo tipo di servizio potrebbe rappresentare un volano formidabile per il suo decollo turistico».

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