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29 novembre 2022, Aggiornato alle 18,32
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Politiche marittime

Venezia, 10 giugno tavolo del MIMS per le crociere

Convocato dal ministero delle Infrastrutture, affronterà con gli stakeholders "tutte le problematiche connesse alla portualità", ha detto la viceministra Bellanova

La viceministra alle Infrastrutture, Teresa Bellanova (dissapore.com)

Il prossimo 10 giugno si terrà un tavolo intergovernativo, convocato dal ministero delle Infrastrutture, per la gestione delle crociere nel porto di Venezia. Lo ha annunciato la viceministra alle Infrastrutture, Teresa Bellanova, spiegando che l'obiettivo è «affrontare, di concerto con la rete degli stakeholder, tutte le problematiche connesse alla portualità».

La questione è la gestione degli sbarchi delle grandi navi da crociera, ora che – per tutelare l'ecosistema della laguna - non è più possibile far entrare nei canali principali di Venezia questo tipo di navi, che arrivano a stazze superiori alle 150 mila tonnellate.

Per permettere comunque al porto di continuare ad accogliere le navi da crociera (fino all'arrivo della pandemmia Venezia era il secondo porto crocieristico d'Italia dopo Civitavecchia) sono stati proposti negli anni una serie di progetti per realizzare terminal crocieristici un po' più lontani dal centro, verso Marghera, Fusina e Chioggia. Proprio a Marghera, ad aprile, è stato inaugurato un terminal provvisorio costato circa 2 milioni di euro. 

«La recente inaugurazione a Porto Marghera della banchina Liguria come stazione passeggeri provvisoria, così come il prossimo completamento della banchina Lombardia, testimoniano lo sforzo collettivo per coniugare esigenze economiche e sostenibilità ambientale. Uno sforzo di cui va reso atto. Come ministero stiamo lavorando per i nuovi terminal a Chioggia e Fusina, oltre ai pontoni mobili a Monfalcone, come hanno chiesto gli operatori», ha detto Bellanova.

Per rendersi conto del ridimensionamento subito dallo scalo, nel 2019 sono stati 565 gli approdi di navi da crociera, mentre al momento gli approdi prenotati a Marghera sono circa una quarantina. Prima della pandemia il comparto crocieristico portava in città 150 milioni l'anno di contributo economico, pari al 3 per cento del prodotto interno lordo del Comune, che salgono a mezzo miliardo considerando la regione Veneto, dando lavoro a circa 4 mila persone.