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18 giugno 2021, Aggiornato alle 17,30
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Logistica

Vaccini e logistica, fondamentale il ritorno degli imballi

Nel suo ultimo paper, DHL indica tre fattori strategici per gestire (quasi) in tutto il mondo fino a 10 miliardi di fiale l'anno: flusso di ritorno, accordi commerciali produttori-Stati e ultimo miglio

(Miel Van Opstal/Flickr)

Per ottenere alto il livello di immunizzazione su scala globale sarebbero necessarie dalle sette alle dieci miliardi di dosi di vaccino. Ad oggi però solo quattro paesi hanno raggiunto tassi di vaccinazione superiore al 50 per cento. L'ultimo paper dell'operatore logistico tedesco DHL, Revisiting Pandemic Resilience, racconta quello che l'industria logistica ha imparato finora sulla distribuzione dei vaccini, fino ad oggi consegnati ai Paesi industrializzati e poco o per nulla a quelli più poveri, col risultato che oggi sono miliardi le persone non ancora vaccinate, cosa che mette a rischio l'immunizzazione dei Paesi che stanno invece a buon punto.

Una delle necessità più importanti che sottolinea il paper, sotto l'aspetto prettamente logistico, è quella di mantenere una gestione efficiente dei flussi di ritorno per gli imballi. Più del 95 per cento delle dosi di vaccino Covid-19 sono prodotte in soli 8 Paesi e in teoria andrebbero consegnate in oltre 150. Inoltre, per tenere alto il livello di immunizzazione è fondamentale non perdere il polso su altri due fattori: gli accordi commerciali tra i produttori e gli Stati e la distribuzione dell'ultimo miglio, quella in genere affidata ai mezzi pesanti. È importante cucire l'ultimo miglio sulla posizione dei magazzini principali, sul flusso dei vaccini ma anche su quello dei dispositivi medici, insieme al numero e alla posizione dei punti di vaccinazione.

Leggi il paper di DHL Revisiting Pandemic Resilience

È passato più di un anno dall'arrivo della pandemia di SARS-COV-2. Quella che è seguita è stata la più grande crisi sanitaria globale degli ultimi cento anni. La società sta cambiando profondamente e con essa l'industria logistica, fondamentale nella gestione, nel trasporto, nello stoccaggio delle fiale, ma anche di medicine, mascherine, kit di test. Fino ad ora solo DHL ha distribuito più di 200 milioni di dosi in oltre 120 Paesi tramite 9 mila voli cargo e interessando fino a 350 tra magazzini e hub logistici.

Quello che ha fatto storia è stata la ricerca scientifica, che ha creato un vaccino con tempi cinque volte inferiori alla prassi. Dall'altro lato, l'industria logistica si è occupata dall'oggi al domani del trasporto e dello stoccaggio di un prodotto da tenere a temperature fino a -70°, reggendo una pressione che l'ha portata a distribuire tre volte più velocemente del solito rispetto al normale. «Mantenere in funzione una catena di distribuzione veloce ed efficace per garantire la consegna delle forniture sanitarie essenziali ci ha lasciato lezioni preziose per il presente e il futuro. Abbiamo avviato nuovi servizi dedicati alla distribuzione dei vaccini con una velocità senza precedenti», afferma Mario Zini, amministratore delegato di DHL Global Forwarding. «D'ora in avanti – continua - dovremo concentrarci sulla creazione di partnership forti, tenere monitorati i volumi dei vaccini disponibili e la loro gestione, mantenere efficienti le infrastrutture e le attuali disposizioni, pianificare le fluttuazioni stagionali con una piattaforma stabile e ben strutturata».

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