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08 aprile 2020, Aggiornato alle 16,16
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Una regata in barchetta

Le accanite competizioni con i modelli radiocomandati coinvolgono appassionati velisti di tutto il mondo


di Luca De Paola

Dieci, nove, otto… forse sono ancora in tempo a svolgere un 360… proviamoci, orzo tutto, viro, apro le vele, insisto sul timone. Danni? Nessuno. Riprendo velocità. 7, 6, 5… ecco la finestra che cercavo, uno spazietto che si è aperto tra la barca gialla e la boa… 4, 3, 2… poggio leggermente per poi cazzare tutto, l'1 e il colpo di tromba ansiogeno sanciscono l'ennesima botta di adrenalina. Partiti! Partenza regolare, sancisce l'arbitro. Il solito vociare dei regatanti allergici al contatto lascia il posto al silenzio della concentrazione… finalmente una bella partenza in boa, l'ultimo settaggio prima della partenza mi ha premiato: la barca risponde alle raffiche di vento magnificamente, mette il muso in acqua e risale di bolina senza che debba toccare più di tanto il timone. La barca è veloce e guadagno anche in altezza, non mi resta che stare calmo, gestire l'ansia, mantenere la massima concentrazione nei passaggi in boa e soprattutto, visto l'affidabilità della barca, controllare il campo di regata e le mosse degli avversari. Inizia la sfida più difficile: con me stesso, le mie paure, le insicurezze… Ops, ho toccato la boa…

La barca in questione è in realtà una barchetta in vetroresina o in legno lunga un metro. IOM, International One Metre, se vogliamo dirlo in inglese, visto che parliamo di una classe di barchette internazionale i cui parametri sono stati fissati nel lontano 1988. Le regate, zonali come nazionali, sono riconosciute e arbitrate dalla FIV (Federazione Italiana Vela). A queste, ci si presenta con un certificato di stazza, relativo sia alla barca che ai 3 diversi rig di vela, e tessere varie: come Fiv e Modelvela (l'associazione sportiva, riconosciuta da FIV, CONI e dalla World Sailing – IRSA International Radio Sailing Association e IOM ICA, che si dedica allo sviluppo e alla promozione della Vela Radiocomandata).

Le barche, con tutto l'armo, devono pesare almeno 4 kg, mentre il bulbo, in metallo, con la deriva, in carbonio, devono pesare non più di 2 chili e mezzo. I 3 set di vele (randa e fiocco) consentono di affrontare condizioni di vento che vanno dalla bava di vento ai 25 e passa nodi. Gli armi (albero, crocette, vang, boma randa e fiocco) sono generalmente in alluminio ed oggetto di cura nell'assemblaggio come nel settaggio che scivola felicemente nel maniacale. 
Questi piccoli gioielli a vela possono sfidarsi in un circuito con le stesse regole e penalità delle "barche vere", grazie al supporto elettronico costituito da telecomando e 2 servi. Con una leva del telecomando che si muove nel verso alto/basso possiamo aprire o chiudere, anche impercettibilmente, le vele. La leva comanda sulla barca un verricello che gestisce un circuito con scottine in dacron collegate al boma del fiocco e della randa. L'altra leva del telecomando, solitamente la destra, si muove verso destra o sinistra rispetto ad un centro che corrisponde al centraggio del timone sulla barca. Qui, un servo agisce su un braccio in metallo in grado di muovere il timone.

Batterie al Lipo e ricevente completano la strumentazione elettronica da posizionare sottocoperta in un luogo facilmente accessibile e protetto da possibili infiltrazioni d'acqua: barattoli, silicone, vasellina, stickers in velcro, toppe adesive in dacron… tutto pur di garantire l'affidabilità della barca in regata senza impazzire dietro circuiti in vena di scherzi. Del resto, tra gestione di settaggi millimetrici (l'equilibrio tra variabili date da paterazzo, strallo di prua, vang, posizionamento dell'albero, amantiglio, sartiame più o meno tesato, svergolamenti e grassi vari), vero e proprio universo in grado di farti amare e imprecare nei confronti di questo giochino, e gestione tattica della regata, il desiderio minimo di partenza è non dover rincorrere la propria barca impazzita dall'altro lato del lago.

A proposito, in Campania le regate si svolgono prevalentemente sul lago Miseno a Bacoli. Esiste un gruppo IOM Campania comprendente regatanti provenienti da Circoli e Leghe Navali della Costiera Sorrentina, paesi vesuviani come Torre del Greco e Torre Annunziata, fino ad arrivare a regatanti di Pozzuoli e Bacoli. Chi fosse interessato sappia che il segretario di Classe è campano, costruttore di barche e, come tutti gli amici che si allenano il fine settimana a Bacoli, disponibile nel fornire tutte le informazioni possibili per conoscere da vicino questa fantastica passione.
 

Tag: ambiente