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20 giugno 2024, Aggiornato alle 17,51
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Infrastrutture

Trieste hub umanitario per la Turchia colpita dal terremoto

Giovedì l'approdo della ro-ro Dardanelles Seaways di DFDS al terminal HHLA. Almeno tre partenze a settimana per portare anche infrastrutture

(Porto di Trieste/youtube)

L'opportunità offerta dai collegamenti marittimi già in essere fra il porto di Trieste e la Turchia è stata sfruttata per fare dello scalo, assieme a parte del territorio regionale, un hub nazionale per l'invio di aiuti umanitari alle popolazioni colpite dal recente terremoto in Turchia. Mersin lo scalo di destinazione, lungo la storica autostrada del mare che con 15 collegamenti settimanali ro-ro approda anche Pendik e Cesme.

Sono iniziati la scorsa settimana gli incontri guidati dall'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Orientale per coordinare il flusso di merci che saranno raccolte e smistate in Friuli Venezia Giulia. La piattaforma logistica sarà il punto di raccolta per semirimorchi e container che partiranno almeno tre volte a settimana verso il porto di Mersin.

È arrivata giovedì scorso, alla banchina gestita da HHLA Plt Italy che sta supportando gli armatori Ullusoy Sealines e DFDS nel corridoio umanitario, la nave Dardanelles Seaways della compagnia DFDS, che ha segnalato la disponibilità al trasporto di 20 casette abitative di emergenza e altri beni. Si tratta della prima di altre unità che transiteranno verso la Turchia trasportando beni di emergenza. Su ogni nave, tre volte la settimana, saranno riservate 20 unità di carico per la protezione civile. 

Va rilevato che nei giorni scorsi alcune navi DFDS sono già partite con aiuti provenienti da Germania e Austria, mercati per i quali il porto di Trieste rappresenta un riferimento nei traffici Intramediterranei. Grazie al coordinamento da parte dell'autorità portuale e della protezione civile regionale è stata attivata la funzione di hub per gli aiuti dello scalo giuliano, riunendo l'apporto dei diversi soggetti interessati. Su tutti, quello del consolato generale con Enrico Samer, il cui gruppo rappresenta un riferimento storico lungo le rotte di collegamento con la Turchia. Grazie all'attività del Consolato, in collaborazione con l'Agenzia delle Dogane, l'imbarco degli aiuti umanitari sta seguendo una procedura particolarmente snella.

Al porto di Trieste e presso la sede di Palmanova della protezione civile del Friuli Venezia-Giulia si stanno raccogliendo gli aiuti provenienti da tutta Italia. I trasporti sono garantiti dalla società di autotrasporto Autamarocchi, che sta mettendo a disposizione i propri mezzi per trasferire i generi di primo soccorso da Palmanova al porto di Trieste e, una volta in Turchia, dal porto di Mersin alle piattaforme logistiche di destinazione.

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Tag: trieste