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14 giugno 2024, Aggiornato alle 13,16
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Trasportare ferro a (quasi) zero emissioni, lo studio del Rina

Una ricerca fatta insieme a Pilbara Clean Fuels e Oceania Marine Energy mostra come utilizzando navi a gas l'export marittimo dall'Australia alla Cina sarebbe ad emissioni di gas serra quasi nulle

Port Hedland, in Australia, uno dei porti di carico di minerale di ferro più grandi al mondo (Pilbara Ports Authority)

L'utilizzo del gas naturale liquefatto come combustibile navale abbatterebbe le emissioni legate al trasporto marittimo del 90 per cento, almeno tra l'Australia e l'Asia. È la conclusione di uno studio, avviato lo scorso novembre, di Pilbara Clean Fuels, Oceania Marine Energy e Rina finalizzato a identificare una soluzione per ridurre le emissioni generate dal commercio di materie prima tra i due continenti.

Per la precisione, lo studio ha riguardato il trasporto di minerali di ferro tra l'Australia Occidentale, principale produttore mondiale con oltre 850 milioni di tonnellate l'anno esportate provenienti per lo più dalla regione di Pilbara, e i porti della Cina. Lo studio definisce una soluzione basata sulla combinazione e ottimizzazione dei progetti grazie alla quale le emissioni well-to-wake sulla rotta tra Pilbara e la Cina potrebbero scendere di oltre il 90 per cento entro il 2050. In particolare il combustibile, gas naturale liquefatto in questo caso, e le tecnologie correlate prese in considerazione sono già esistenti e possono essere implementate per ottimizzare il rifornimento e le operazioni delle navi in base ai requisiti normativi.

In questo senso, Pilbara Clean Fuels sta progettando un impianto a basso impatto carbonico per la produzione di gas da energia elettrica a Port Hedland, in Australia Occidentale. Questo impianto potrebbe produrre gas inizialmente con emissioni di gas a effetto serra inferiori a 200 chili per tonnellata, che possono essere ridotte a circa 50 chili, fino allo zero grazie a ulteriori miglioramenti tecnologici. Oceania sta sviluppando un business per il bunkeraggio di combustibile a uso marittimo attraverso navi appositamente progettate per il rifornimento di gas liquefatto, che saranno noleggiate dalla norvegese Kanfer Shipping. Il bunkeraggio di gas nella regione del Pilbara permetterebbe alle navi di ottimizzare il viaggio senza costringerle a deviare verso altri principali hub di bunkeraggio. In questo caso la riduzione delle emissioni associate al trasporto di gas su lunghe distanze è prevista essere del 25 per cento, garantendo prezzi competitivi per il combustibile stesso.

Il design della nave rifornitrice include una batteria da 8 MWh che consente l'operatività in porto senza emissioni. Questo, insieme all'impianto di riliquefazione progettato da CGR, riduce significativamente le emissioni e migliora l'efficienza operativa. Rina ha sviluppato un concept innovativo per il design di una nave portarinfuse Newcastlemax, alimentata a gas naturale liquefatto, da 209 mila tonnellate di portata lorda. Il concept consente, in navigazione a velocità di mercato, un risparmio di combustibile del 12 per cento e prevede un'installazione di uno steam methane reformer in retrofit, modulabile nel tempo, in funzione dei requisiti normativi sempre più stringenti. Questa nave, infatti, è dotata di un impianto per la trasformazione del metano in idrogeno e anidride carbonica nella fase di pre-combustione. La produzione di idrogeno a bordo è on demand e consente di essere in linea con i requisiti IMO 2050. L'anidride carbonica prodotta a bordo viene poi catturata e immagazzinata per essere definitivamente stoccata nei grandi hub di carbon capture & storage (CCS) attualmente in via di sviluppo nella regione del Pilbara.

Tag: ambiente