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04 aprile 2020, Aggiornato alle 18,32
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Politiche marittime

Trasformare le navi in ospedali: Msc, Genova, Rina e Protezione civile al lavoro

Dieci giorni per trasformare una nave da crociera e tre traghetti in ospedali da migliaia di posti letto, per ricoverare malati gravi, positivi o pazienti convalescenti non infetti


Trasformare le navi, di cui molte quasi inutilizzate in questi giorni, per attrezzarle in ospedali galleggianti, sopperendo alla scarsità di posti letto a terra. Ci stanno pensando un po' tutti dichiarando la propria disponibilità. Concretamente, come riferisce il Secolo XIX, ci stanno lavorando Grandi Navi Veloci (GNV), compagnia di Msc, insieme alla Regione Liguria e al Comune di Genova.

Stando alle indiscrezioni, per ora si sta pensando di coinvolgere quattro navi, una da crociera, Msc Opera, e tre traghetti GNV: Superba, Suprema e Splendid.  Secondo i calcoli, potrebbero essere pronte nel giro di una decina di giorni.

Sono stati pensati tre tipi di nave ospedale. L'ipotesi più accreditata prevede un ospedale per i pazienti gravi colpiti dal Covid-19; ma le navi potrebbero anche essere trasformate in un centro di quarantena per positivi senza particolari patologie, o in un ricovero per pazienti non contagiati. In ogni caso, verrebbero liberati migliaia di posti letto alleggerendo il sovraccarico in corso negli ospedali della Lombardia.

Gli investimenti saranno a carico della Protezione civile e dell'armatore, che riceverà agevolazioni e sgravi, come praticamente tutti in questo momento di emergenza mondiale. A stretto contatto in questi giorni sono coinvolti il patron di Msc, Gianluigi Aponte, il sindaco di Genova, Marco Bucci, e l'amministratore delegato del Rina, Ugo Salerno, coordinati dalla Protezione civile e dal governatore della regione, Giovani Toti.

«Ci ispiriamo alla velocità dei cinesi», ha detto Salerno al Secolo XIX. «Se ci saranno le condizioni – continua -, i tempi di questo progetto potranno essere sicuramente brevi. È una sfida complessa, ma crediamo di avere tutte le risorse per affrontarla con successo. Sentiamo la responsabilità di dare un contributo positivo, anche attraverso un progetto così importante durante una crisi tanto drammatica».

Ma non sono solo loro, però. Moby ha dato la disponibilità per utilizzare uno o più dei suoi traghetti. Anche al porto di Palermo se ne sta discutendo. A Ship2Shore Pasqualino Monti, presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia Occidentale, ha spiegato che i garage di queste navi, 1,800 metri quadrati, potrebbero essere allestiti per la terapia intensiva, «e poi ci sarebbe una disponibilità di circa 500 cabine dotate di areazione diretta interno/esterno e anche di un sistema isolato di circolazione dell'aria, diverso da quello delle altre aree della nave. Di questa possibilità ho avvisato immediatamente il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ma non abbiamo altri dettagli al riguardo: diciamo che si tratta di un ‘piano B' da usare in un contesto di emergenza».

Come trasformare una nave
Una nave, rispetto a una scuola o in generale a un edificio pubblico, è strutturalmente molto più facile da riallestire in ospedale. Ha sistemi di areazione efficienti, luoghi pubblici separati, impianti di trattamento di rifiuti e delle acque, porte tagliafuoco. Oltre a trasformare le cabine e le hall in un'ospedale da migliaia di posti letto, l'altra sfida sarà certificare la nave con i numerosi e complessi requisiti richiesti per trasformarsi da mezzo di trasporto in una specie di ospedale da campo. Per questo servirà il Rina.