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26 novembre 2022, Aggiornato alle 18,56
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Infrastrutture

Trapani, patto antimafia per il dragaggio del porto

Prefettura e autorità portuale firmano un documento per prevenire le infiltrazioni. Banca dati e controlli periodici sulle società coinvolte nei lavori

Il presidente dell'autorità portuale di Trapani, Pasqualino Monti, e il prefetto di Trapani, Filippina Cocuzza, firmano il protocollo di legalità

È stato sottoscritto nel pomeriggio di oggi, presso la Prefettura di Trapani, un protocollo di legalità per il monitoraggio delle opere di dragaggio dell'avamporto e delle aree a Ponente dello sporgente Ronciglio del porto di Trapani. Il documento è stato firmato dal prefetto, Filippina Cocuzza, e dal presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia Occidentale, Pasqualino Monti.

Come ha spiegato Cocuzza, il protocollo impegna l'autorità portuale (che governa gli scali di Palermo, Porto Empedocle, Termini Imerese e Trapani) a costituire una banca dati informatica dove raccogliere i dati dei soggetti che progettano e realizzano l'opera di dragaggio della zona orientale di Trapani, con l'impegno a segnalare casi di concussione, corruzione ed estorsione. La prefettura, dal canto suo, effettuerà tutti gli accertamenti antimafia a prescindere dalla soglia economica e dall'oggetto, costituendo una cabina di regia insieme al gruppo interforze dedicato della prefettura, che monitorerà periodicamente l'andamento dei lavori. 

«Il protocollo - spiega Cocuzza - è uno strumento di prevenzione alquanto complesso che impegna notevolmente i sottoscrittori. Si inserisce nell'ambito di un più generale sistema di prevenzione volto ad impedire, attraverso un insieme di prescrizioni ed impegni da parte del soggetto aggiudicatore, eventuali tentativi di interferenze o infiltrazioni illecite di natura mafiosa». 

Gli impegni presi nel protocollo servono principalmente come deterrente per scongiurare le infiltrazioni criminali e mafiose nei lavori di dragaggio nella zona orientale del porto di Trapani. «Le ingenti risorse economiche che si riverseranno con i finanziamenti del PNRR impongono - continua Cocuzza - uno specifico focus sia da parte delle istituzioni che dell'Autorità Portuale della Sicilia occidentale quale soggetto aggiudicatore, nonché di tutti gli altri soggetti sottoscrittori. Tutto ciò al fine di evitare che la criminalità organizzata possa tentare di inserirsi all'interno dei processi realizzativi di infrastrutture ed insediamenti prioritari per lo sviluppo del territorio».

«Vincere sul malaffare non significa fermarsi ma, al contrario, realizzare, fare, nel pieno rispetto di trasparenza e legalità», commenta Monti. «Ecco perché ritengo prioritario, prima dell'avvio di un'opera pubblica, la stesura di un protocollo che rafforzi sinergie e meccanismi di collaborazione e sottolinei l'attenzione da porre quando si utilizzano risorse pubbliche. Il documento fortifica l'azione di contrasto preventivo ai tentativi di indebita interferenza e di infiltrazione mafiosa, anche a garanzia delle imprese e della loro sana operatività».